Robert il sicomante

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Robert il sicomante

È la nona volta che la Banca centrale del Brasile taglia di mezzo punto i tassi d’interesse, che ora sono al 7,5%, minimo storico. Quando si abbassa il costo del denaro è per stimolare gli investimenti. Se ci si riesce, solitamente i benefici sono di breve termine, perché viene falsato il meccanismo selettivo degli operatori, perché finisce con l’apparire remunerativa anche un’attività che non lo è, che ha respiro corto o non l’ha mai avuto.

E allora le borse sono scese e il Dow in giornata ha già rotto l’importante supporto dei 13.000. E come dargli torto: se anche i BRIC arrancano chi sosterrà la tanto evocata imminente ripresa mondiale?

L’euro è calato, cosa che avviene quando aumenta l’avversione al rischio. Soltanto una decina di giorni fa era diverso, Bund e Treasuries venivano alleggeriti… Ma ora, ora che la Catalogna ha ufficializzato la richiesta di aiuti a Madrid per 5 miliardi, ora che gli spread hanno ripreso a salire, ora che il premier slovacco ha dichiarato di prevedere al 50% una rottura dell’Eurozona… Che cosa? Ma chi è questo premier slovacco dal nome così glamour, Robert Fico?

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È un populista che sostiene che la Grecia non vada aiutata e che i principali problemi del suo governo hanno origine nell’Unione Europea. È uno che ha parole mobili qual piume al vento perché non più tardi di cinque mesi fa diceva: «Sarò franchissimo: la Slovacchia è un piccolo Paese. Noi dipendiamo dalle economie della Germania e della Francia. Ci rendiamo conto che siamo parte del club, comprendiamo che l’euro è stato per noi finora una storia di grande successo. Comprendiamo che, senza l’Europa, non siamo in grado di sopravvivere in questa regione. Questo è il motivo per cui noi vogliamo essere un partner normale nell’agenda europea».

Ora dice che per i greci non ci dev’essere un euro. Crede che sia una cosa che il suo popolo vuole sentire. E la dice. Perché è un populista. È un sedicente uomo di sinistra che per ragioni di comodo non ha esitato ad unirsi all’estrema destra, venendo per questo sospeso dal Partito socialista europeo.

Io mi domando quale peso possano avere simili sicomanzie. Sì, le divinazioni formulate mediante le foglie di fico. Si scriveva una domanda sulla foglia e se questa seccava in fretta la risposta era nefasta. Se seccava in un tempo più lungo il presagio era buono. Ora, io penso che Robert non abbia scritto la domanda. Penso che l’abbia solo pensata: «Quante probabilità ha l’Eurozona di rompersi»? E le mente con cui l’ha pensata si è seccata rapidamente. E gli è uscito un confuso 50%.

Ovviamente le Borse mondiali seguitano a non negare credito a nessuno.

A presto. 

Edoardo Varini

(30/08/2012)

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