Salvini spettatore al Colosseo

È piuttosto evidente che per il momento le forze di governo preferiscono continuare la campagna elettorale anziché mettersi a governare il Paese. L’ha ribadito sabato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a Rapallo, ed ha ragione.

Sulle prime pagine dei giornali campeggia il braccio di ferro tra Salvini e Malta per chi debba farsi carico dello sbarco di 629 migranti partiti dalla Libia sulla nave Aquarius, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

È notizia di questo istante che sarà la Spagna ad occuparsene. Dice il premier spagnolo Sanchez: «È nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone».

In effetti…

Ma la voglia di potere dei due “ragazzi” è così grande da far dimenticare loro finanche la propria identità, e con una facilità che ti viene da chiederti se mai davvero ne abbiano avuta una. Ma non solo di identità. Anche una sola non strumentale opinione… una… una volta… Ti viene il dubbio.

Così Salvini è diventato di botto fautore del reddito di cittadinanza e Di Maio se ne va in televisione a dire: «Quello dei migranti è stato finora in Italia un fenomeno incontrollato perché si è fatto del business. Vogliamo introdurre una rendicontazione puntuale dei fondi spesi…», insomma, è diventato indistinguibile da Matteo.

In realtà, dal punto di vista della legittimità, se rifiuti l’accesso a un’imbarcazione con persone bisognose di cure urgenti violi gli articoli 2 e 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo.

Ma questo era un braccio di ferro, prima di farlo dovevi mangiarti una latta di spinaci e poi stare a guardare fino a che punto potevi fregartene della sofferenza altrui.

Dunque, Salvini, hai dimostrato di avere le stesse palle degli spettatori del Colosseo.

Vuoi i complimenti?

A presto.

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