Strane coincidenze, assordanti grugniti

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Strane coincidenze, assordanti grugniti

Il primo ministro francese, Jean Marc Ayrault, ha confermato ieri sera che: «La Francia non riuscirà a ridurre il deficit al 3% entro il 2013», come richiesto dall’Unione Europea, il cui commissario agli Affari economici ha inviato l’altrieri a tutti i ministri finanziari dell’Eurozona una lettera in cui rendeva nota la disponibilità dell’istituzione da lui rappresentata ad ammettere – in alcune circostanze, beninteso, sia mai! – un’estensione dei tempi di rientro dal deficit.

Le sue parole, per l’esattezza, sono state: «I programmi di consolidamento dei conti di ogni Paese sono dettagliati in termini cosiddetti strutturali, il che significa al netto degli effetti del ciclo di business e delle misure una tantum sul budget. Se la crescita dovesse deteriorarsi inaspettatamente, un Paese potrebbe ricevere del tempo aggiuntivo per correggere il proprio deficit eccessivo, purché abbia fornito lo sforzo fiscale strutturale concordato».

Che strane coincidenze, vero? Forse un po’ troppo manifeste. Ecco allora puntuale, dal portavoce del commissario, Simon O’Connor, giungere la smentita: «È stato un malinteso».

Prima ancora che la Francia annunci il malanno, la medicina le è offerta alle labbra.

Non è stato così per la Grecia, che ha ormai un tasso di disoccupazione del 27% (più del doppio dell’Unione Europea), il 50% delle famiglie incapace di pagare tasse e bollette, il 90% della popolazione che ha smesso di spendere in abbigliamento e – ed è la cosa più impressionante – il più alto numero di bambini sottopeso di tutti i paesi dell’Ocse, che sono 34, dagli Stati Uniti ai paesi europei al Cile, ed hanno tutti economia e regime democratici.

Forse la Grecia non dovrebbe nemmeno più starci nell’Ocse, perché non ha più un regime democratico. La dittatura dei creditori è la peggiore. Non desta scandalo, è silente, chi le si oppone non acquista gloria.

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In Grecia senza assicurazione privata non vieni più curato. Te lo diagnosticano il cancro, ma non te lo curano. Se vuoi una siringa te la devi procurare e devi pagarla in contanti. Sono sorte associazioni di medici clandestini che non si sono dimenticati del giuramento d’Ippocrate: «Giuro di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza».

In Grecia le donne in avanzato stato di gravidanza supplicano che le si lasci entrare negli ospedali. E se non hanno assicurazione restano fuori. In Italia abbiamo i ginecologi che parlano di «situazione disastrosa», e che scioperano – ma lo fanno per «garantire la sicurezza a madri e neonati», s’intende – e però intanto infilano tra le rivendicazioni l’insostenibilità dei costi delle polizze assicurative e il mancato obbligo della tutela assicurativa da parte delle aziende.

Dicevo di quel che avviene a molte donne greche. A molti dei loro uomini accade di non trovar più la propria dignità, la propria autostima, volata via con il lavoro, per un tempo troppo simile al sempre per poter sperare di ritrovarla ancora.

E allora i suicidi si moltiplicano. Nel triennio 2009-2011 sono aumentati del 40%. Il dato Ocse del 2012 non l’abbiamo ancora, ma quello di agosto era 690, più dell’intero 2009 (677).

La riduzione del costo del lavoro e dunque dei diritti dei lavoratori imposta dalla Troika ha preparato il banchetto alle multinazionali: Mondelez, Unilever, Procter & Gamble, Johnson & Johnson hanno ripreso o incrementato gli investimenti in Grecia. Il loro grugnito è assordante.

A presto. 

Edoardo Varini

(14/02/2013)

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