Tra i resti di un Sukhoi-24 la firma dei veri nemici d’Europa

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Tra i resti di un Sukhoi-24 la firma dei veri nemici d’Europa

Questa mattina alle 9.20 (ora locale) un cacciambombardiere russo Sukhoi-24 impegnato nei bombardamenti contro lo Stato Islamico è stato abbattuto in Siria, vicino alla frontiera con la Turchia. Lo ha reso noto l’ufficio del primo ministro di Ankara, Ahmet Davutoglu – colui che ha dato l’ordine di fuoco – chiedendo la convocazione d’urgenza di un incontro con Nato, Onu, e Paesi coinvolti. Il Consiglio Atlantico, l’organo di vertice della Nato, si riunirà oggi alle 17 a Bruxelles.

Il Ministero della difesa turco sostiene che l’abbattimento sia stato motivato dallo sconfinamento del velivolo nello spazio aereo del distretto turco di Yayladag, nella provincia sudorientale di Hatay. E dal fatto che l’equipaggio del cacciabombardiere abbia ignorato ben dieci avvertimenti in cinque minuti. Due piloti suicidi, dunque. Ed uno stato maggiore russo folle. Solo credendo a questo possiamo avvalorare la versione di Ankara.

Fatto sta che l’aereo è stato colpito a 6.000 metri di quota e si è schiantato sulle montagne a nord di Latakia, in territorio siriano.

Il ministero della difesa di Mosca nega lo sconfinamento ed afferma che l’abbattimento sia dovuto a un missile terra-aria. Aggiunge che si è trattato di un incidente molto serio, anche se non vi saranno conseguenze automatiche. Mi pare la posizione più responsabile che potesse prendere a fronte di un oltraggio criminale.

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Pare che entrambi i piloti siano riusciti ad aprire il paracadute e che uno sia stato catturato dai ribelli siriani turcomanni che combattono contro il regime del presidente siriano Assad, che aveva avuto ieri l’ardire di rilasciare la seguente dichiarazione: «In soli due mesi di operazioni russe contro l’Isis in Siria, sono stati ottenuti più risultati di quanti ne abbia conseguiti la coalizione internazionale a guida americana in un intero anno», aggiungendo poi che le operazioni militari statunitensi non hanno fatto altro he consentire agli jihadisti di conquistare più terreno.

Che questo abbattimento sia avvenuto senza il benestare degli Stati Uniti, non posso crederlo.

E che un cacciabombardiere russo impegnato nei bombardamenti contro l’Isis rappresenti per il governo turco e per quello statunitense una minaccia superiore all’Isis stesso la dice lunga su chi siano i veri nemici dell’Europa.

Il corpo esanime di uno dei piloti russi è già ostentato in un video da ribelli anti-Assad. Lo vedete nell’immagine sopra. Io non lo so distinguere dai giovani corpi di Parigi. Intorno lo stesso inneggiare ad Allah.

A presto. 

Edoardo Varini

(24/11/2015)

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