Un trimestre non basta, ma nessuno lo dice

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Un trimestre non basta, ma nessuno lo dice

«Fermi come i lampioni. Sempre più immobili. Tutt’uno con le case, ogni cosa bianca, tutto legno».

Alfred Döblin, Berlin Alexanderplatz

Ricordo un bel volume rilegato, che mi regalò un Natale mio zio Gigi, dedicato all’arte degli anni Trenta, e che si intitolava proprio così: Arte degli anni Trenta e poi uno sottotitolo che diceva tutto: L’età dell’ansia.

La cosa che subito me ne colpì, prima ancora di aprirlo, fu che aveva in copertina un dipinto per niente ansiogeno, al contrario, estremamente calmo, direi quasi assonnato.

Un ragazzino impettito e incantato dal lento incedere, una bambina per nulla graziosa con una racchetta e una palla, un uomo reggente una trave, una donna nerovestita di spalle, in una strada irrealmente scorciata.

Perdonatemi, non me ne ricordo l’autore, ma sono certo che qualche mio meno smemorato lettore mi giungerà in soccorso.

Pareva disceso sul mondo una sorta di sortilegio. Un incanto. I critici lo chiamarono “realismo magico”, o “nuova oggettività”, variamente. Comunque il presupposto di questi dipinti è che le figure che vi compaiono sono come imbambolate, non si attendono nulla di buono.

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Da qui l’ansia. Va tutto bene. Sono tutti calmi. Ma, per usare un’espressione un po’ popolare ma ben aderente alle cose: «Non ci stanno dentro». Nei loro panni borghesi, nei loro salotti destinati a silenzi, nella finitezza troppo pragmatica delle loro speranze, nella monotonia dell’unica trasgressione ammessa: l’infedeltà.

Mi sono ricordato del volume che vi citavo, del suo sottotitolo, per l’ansia che ho visto oggi affiorare nei media nell’annunciare l’uscita dell’Italia dalla recessione.

È accaduto che l’Istat ha comunicato che il nostro Paese, nel primo trimestre dell’anno in corso, ha avuto una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Che le previsioni fossero dello 0,2 di per sé non riesce ad entusiasmarmi. È poca roba, comunque la guardi.

Ma a parte l’esiguità del dato, quel che qui vorrei dirvi è che il segno positivo di un trimestre non significa l’uscita dalla recessione. Proprio tecnicamente parlando. Questo non è un segreto. E allora perché tutti lo dissimulano?

A presto. 

Edoardo Varini

(14/05/2015)

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