I dieci migliori strumenti per il timing e la selezione dei titoli di John Person

Il testo che segue è tratto dalla più recente fatica letteraria di John Person, Mastering the Stock Market: High Probability Market Timing & Stock Selection Tools (Wiley, 2013) – di cui in autunno la Edoardo Varini Publishing pubblicherà la traduzione italiana – che è stato appena votato il miglior libro sull’investimento dell’anno dallo “Stock Trader’s Almanac”. Inoltre il 47esimo numero dell’Almanacco sarà dedicato a John in ragione del lavoro svolto nel campo dell’analisi tecnica, con particolare riferimento all’analisi stagionale, alla costruzione dei Persons Pivots e all’indicatore di momentum PPS.

Di seguito troverete una breve descrizione dei dieci migliori strumenti di market timing e di selezione dei titoli scoperti da John, non correlati e dunque con una maggiore valenza confermativa. Qui li trovate schematizzati per una pronta consultazione, ma sarà solo leggendo il libro che potrete imparare ad implementarli e ad impiegarli al meglio.

1 – Analisi settoriale

Le mani forti nel corso dell’anno monitorano le variazioni settoriali secondo il business cycle, dal momento che il denaro ruota dentro e fuori le azioni di società a larga capitalizzazione ed alti dividendi da azioni di small o mid cap o indici tecnologici pesati, e settori specifici quali, solo per nominarne alcuni, i trasporti, il farmaceutico e il sanitario, i consumi discrezionali ed i molteplici sottosettori. Tovo che questo sia di estrema importanza, così come si evince dai primi due capitoli del libro.

2 – Analisi dei trend stagionali

Diverse commodity e azioni sono soggette a cambiamenti nella domanda e nell’offerta che vanno a influire sul prezzo. I trader spesso dimenticano oppure non comprendono adeguatamente queste tipiche oscillazioni di prezzo annuali. Ecco perché è importante avvalersi dell’analisi del trend stagionale per entrare ed uscire dai mercati, prima della massa.

3 – Indicatori contrarian

Se è vero l’adagio che l’80% dei trader perde, ne deriva che un trader dovrebbe sempre fare l’opposto di quel che fa la massa. Uno dei migliori indicatori a questo scopo è il report CFTC COT. In due parole, esso categorizza e misura i trader professionisti, gli hedger commerciali ed i piccoli speculatori che sono long o short sul mercato con denaro reale rispetto alle posizioni aperte.

4 – Pattern di prezzo

Sapere quando mantenere o chiudere un trade è un antico problema, ecco perché riuscire ad identificare una fase di minimo, di massimo o di continuazione è davvero importante. I mercati solitamente passano da una fase tendenziale ad una di consolidamento. Oltre a cercare questi pattern in un dato periodo temporale, una tecnica potrebbe essere quella di andare a ricercare i pattern con una cornice temporale più alta, quei pattern di prezzo che sono tipiche formazioni antecedenti un’inversione o una ripresa del movimento di prezzo.

5 – Indicatori di momentum

La maggior parte degli indicatori e degli oscillatori si basano su componenti di prezzo, e precisamente sul prezzo di chiusura. Pertanto diventa necessario identificare dove si colloca la chiusura all’interno di un determinato intervallo temporale. Chiusure di prezzo più alte attraggono più compratori, ed il ritmo delle variazioni di prezzo alimenta il fuoco, il punto cruciale è che i trader hanno bisogno di utilizzare indicatori di momentum per scoprire dove il denaro sta fluendo. Ho sviluppato un semplice strumento, chiamato PPS momentum, che potete trovare in diverse piattaforme tra cui TD Ameritrades Think or Swim, Tradestation, Meta Stock, Bloomberg Terminals, Ninja Trader e altri.

6 – Studi di volume

Prezzi elevati solitamente attraggono nuovi compratori e questo si riflette in un aumento di volume. Se un mercato si muove in assenza di uno slancio nei volumi, ne possiamo ragionevolmente dedurre che non si tratta di un movimento sostenibile. Ecco perché diventa fondamentale incorporare l’analisi dei volumi nel proprio trading. Esistono molti indicatori preferibili alle barre di volume assolute, dal momento che il nuovo millenio ha portato più ETF ed accresciuto l’operatività in opzioni. Per tal ragione io utilizzo una specifica analisi dei volumi che segue più il trend dei mercati che non il volume assoluto su base giornaliera o settimanale.

7 – Indicatori di ampiezza

La maggior parte degli indici azionari sono pesati in base alla capitalizzazione, il che significa che un piccolo numero di titoli può condizionare le variazioni giornaliere di un indice. Per determinare lo stato di salute generale di un movimento di mercato è fondamentale valutare se abbia una base ampia e se la maggioranza dei titoli si stia muovendo in tandem con gli indici specifici. Ecco perché usiamo gli indicatori di ampiezza o interni al mercato.

8 – Gli strumenti medie mobili

Le medie mobili sono semplicemente uno strumento indicante la linea del trend. La maggior parte dei trader si limita a considerare medie dei prezzi di chiusura di più lungo termine, come quelle a 50, 100 o 200 giorni. Ma abbiamo molte altre possibilità di avere dei respondi più attendibili circa l’andamento dei prezzi, quali per esempio la media dei massimi, minimi e chiusura, la media delle variazioni percentuali, oppure una media dei soli massimi e minimi, che ci dà l’idea dei canali di prezzo e dei loro breakout o consolidamenti. Una delle mie componenti favorite nello studio di una media mobile è il parametro del pivot point.

9 – Supporti e resistenze

Un altro vecchio adagio del mondo del trading è che nei bull market bisogna comprare i pull back e nei bear marker vendere i rally. Ma non vi sono di fatto molti metodi che consentono di definire che cosa siano un pullback o un rally ed a quale livello di prezzo. Ecco perché i trader professionisti si avvalgono dell’analisi dei supporti e delle resistenze. Uno dei migliori strumenti per identificare le aree di supporto e di resistenza che incorpora il time frame che un prezzo potrebbe avere a un dato livello è il Person Pivot Point Indicator.

10 – Risk management, trade management e corretto dimensionamento della posizione

Il mercato tende a farvi rimanere nei trade perdenti e assai più raramente in quelli vincenti, e sembra che ogni volta che si detiene una grossa posizione si sbaglia. Ecco perché è decisivo identificare un corretto dimensionamento della posizione ed una strategia di uscita per qualunque trade o investimento facciate.

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