Sull’idea di incertezza nella critica testuale – Quarta puntata

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Il rapporto tra editore e manoscritto. Terzo ambito di incertezza

Strettamente connesso al secondo (caro lettore, vatti a rileggere la scorsa puntata) è il terzo ambito dell’incertezza nel rapporto tra filologo e manoscritto: su chi il filologo è. Ovviamente in qualsiasi mestiere esistono persone più o meno competenti di altre. La risoluzione di un problema di carattere valutativo (e quindi incerto) con una domanda di teoria che tenda al certo è appannaggio di un filologo competente e preparato, e,  naturalmente,  non potrebbe esistere una persona in grado di conoscere in maniera esaustiva ogni aspetto del testo preso in esame.

È chiaro come sia impossibile entrare nella testa dell’autore; ma allora in che modo tendere alla certezza anche in questo ambito? All’idea di completezza nell’approccio che l’editore ha nei confronti di un testo? Potremmo suggerire una proposta, come fa da qualche anno la filologia statunitense. Un metodo (anche questo soggetto in parte all’incertezza) potrebbe consistere nella ricostruzione storica della biblioteca dell’autore, come è stato fatto – e si sta facendo anche in buona parte della filologia novecentesca: ultimo il caso della biblioteca di Dante, su cui si è recentemente espresso Luciano Gargan. Di altri scrittori – come, per esempio, Petrarca – siamo in possesso di fonti che attestano i volumi fisicamente posseduti dall’autore.

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Sapere con esattezza ciò che l’autore avrebbe o ha potuto effettivamente farebbe evitare errori grossolani riguardo a interpretazioni di determinati passi (influenze, imitazioni, citazioni ecc.); il filologo potrebbe quindi acquisire non solo maggiore preparazione, ma anche competenze più mirate intorno alla conoscenza dell’autore e della sua formazione. Senza contare, inoltre, l’approccio più scientifico che anche il critico letterario mostrerebbe nei confronti dell’intertestualità, terreno quanto mai fragile e suscettibile di facili confutazioni. In conclusione, questo terzo ambito dell’incertezza si sposa con un altro ambito che per necessità di spazio non è qui possibile trattare: cosa s’intende, ovvero, per “conoscenza dell’autore”; espressione, anche questa, suscettibile di incertezza e “incompletezza”.

Ma basta così, per oggi.

 

Lorenzo Dell’Oso

 

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