L’Albatro, sul Battello Ebbro – Rim baudelair ando

L’albatro!

Lo sognammo lieve, planante lieto, forse capace in cielo di sostituire un imperioso rapace.

Lo sognammo capace di librarsi con noi.

Ma l’aquila incombe ancora e il tempo s’intrattenne fermo, più sospeso e pensoso di lui.

Invecchiò.

Non tanto il nostro albatro, né il tempo.

Prima il veliero!

E il veliero che scivola sugli amari abissi ha smarrito ogni comando e ogni portolano.

E l’albatro, compagno di viaggio pigro, talvolta posa e ripara sulla tolda di questo vascello, capace di rotte e manovre (quasi come trireme a Salamina!) a lui impensabili, pur essendo uccello di procellosa fama.

Quando allora incontra un battello ebbro, scivolante e, peggio, vacillante senza timone, più buffo appare l’albatro ebbro di sua stessa bellezza o più il battello?

Possibile che un albatro, se posato su una tolda umida e salsedinosa, quasi attanagliante. possa d’istinto riflettere?

«Se desidero un’acqua d’Europa, è la pozzanghera

Nera e gelida, quando, nell’ora del crepuscolo,

Un bimbo malinconico abbandona, in ginocchio.

Un battello leggero come farfalla a maggio.»

E ora e davvero l’Europa appare una pozza nera e gelida, privata di gocce e calpestanti.

Li ha perduti in qualche gorgo o vi si sono infilati dentro.

Anche l’albatro ora sa che spiccare il volo per riacquistar beltà e leggiadria potrebbe esser battito pericoloso e allora battello e albatro, insieme procedono, consci che l’uno non salverà l’altro, ma consci altresì di non sapere chi dei due sarà la prima vittima, poiché l’uno non farà male all’altro, se non di condividerne agonia e morte.

E intanto ogni bimbo pone un dentino cadente per raccogliere dal battello la sua farfalla.

E intanto ogni bimbo, in ginocchio, non pensa che un giorno si leverà quasi come albatro…

Possibile allora che avidità e cecità celino a quel bimbo una seconda possibilità?

Pensateci, timonieri senza macchia e senza paura, al primo ridestarsi del battello dalla notte in rada, prima che la notte lo sovrasti ancora in eterno.

Valerio Peracchi

www.fibonacciwaves.it

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