Si può vivere di trading?

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È raro che scriva un articolo che ha a che fare con la Psicologia del Trading, perché ci sono persone con molta più esperienza di me che hanno più titoli per parlarne, ed altre che hanno passato anni a “studiare” traders ed il loro comportamento, con scientificità e rigore (invece di parlarne “un tanto al braccio” come ho sentito tante volte in troppe conferenze su questo tema).

Ciò che leggerete di seguito sono solamente considerazioni fatte sulla base della mia esperienza personale. Qualche anno fa ha iniziato a spiegare ad altre persone come facevo Trading con le Opzioni, poi sono arrivati i progetti Alpha2 nel 2007, Additiva nel 2009 e adesso QTLab. Ho conosciuto molte persone piene di voglia di imparare a fare trading, e tante di loro con un cosa in comune: la ricerca del “Sacro Graal”, della metodologia infallibile, del “colpaccio” (l’operazione che ti cambia la vita)… in fondo, chi non è attratto da una professione che non ha un “tetto” ai propri guadagni? Chi non vorrebbe sentirsi dire che esiste una Metodologia infallibile che non sbaglia praticamente mai? (…il problema è che c’è qualcuno che queste cose le dice… e il problema ancora più grande è che qualcuno ci crede).

È dalla conoscenza di altri Trader, di come operano, e dall’esperienza maturata facendo Trading che accantoni questa illusione e ti rendi conto che è un mestiere con “poche certezze”, che richiede un impegno enorme e la disponibilità a crescere e a rimettersi in discussione continuamente. Parlo del Trading fatto non per divertirsi, ma fatto cercando di creare le condizioni per “campare” di quello.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo che riportava una immagine con “le Fasi dello Sviluppo di un Trader”, che ho tradotto ed integrato con altre considerazioni e che riporto qui sotto.

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Quando inizi a fare Trading sei nel quadrante arancio, a sinistra: ti innamori di una metodologia e “punti tutto” su quella. Ciò che distingue i grandi “iniziatori” da quelli che invece ottengono risultati è la sistematicità e la disciplina: inizi a fare paper trading (seriamente), commetti errori, ti adatti e maturi quella sensibilità e conoscenza dello strumento tradato che inizia a portarti risultati stabili. Inizi a convincerti che da questa operatività potrai campare, e inizi a fare calcoli tipo: se faccio l’X% al mese con questo capitale, basta che decuplichi il capitale e sono a posto…

Poi inizi a fare Trading con denaro reale, e le cose non vanno quasi mai come previsto. Ma ti adatti, capisci che devi lavorare su di te, sul controllo della tua emotività, sulla gestione della posizione e non solo sull’ingresso “perfetto”.

Poi il mercato cambia, perché è nella sua natura. La natura del mercato è fatta dalle persone che ci operano, e se queste cambiano, se cambia la tecnologia, se cambiano le regole (le istituzioni deputate a vigilare sul corretto andamento dei mercati a volte cambiano le regole… e la Tobin Tax di imminente introduzione, sarà l’ennesimo cambiamento), allora cambia anche il mercato. E quell’istinto che avevi maturato su quello strumento, che ormai conoscevi “come le tue tasche”, inizia a farti prendere qualche cantonata, a violare le regole, ad anticipare un ingresso in posizione o ad accanirti perchè “vuoi avere ragione”.

Inizi a renderti conto che il Sacro Graal, il sistema infallibile non esiste, e che è molto più importante come gestisci la posizione della “perfezione” del segnale di ingresso.

…ed iniziano ad avere senso concetti quali “il controllo del rischio“, la gestione del “portafoglio” di posizioni (perché capisci che puntare tutto su uno strumento o una operatività è rischioso: se questa va in “avaria” come fai a stare in piedi?), e ti viene voglia di conoscere altre Metodologie, e di cercare di “incastrarle” nella tua operatività.

Ti rendi conto che per incastrarle è necessario alzare il time frame e che operare simultaneamente su 10 sottostanti diversi su un grafico a 5 minuti è dura… ed allora inizi a guardare i grafici daily, e scopri i grafici weekly come riferimento per analizzare il quadro di insieme.

Sui grafici daily scopri che puoi fare trading con le Opzioni su Azioni, sia direzionale che non direzionale, puoi costruire un portafoglio azionario da ruotare con criteri quali la forza relativa, poi scopri che riesci anche ad affiancare una operatività in Spread sulle Azioni (long/Short), e che non è molto diverso farlo con dei Futures sulle Commodities, ed infine che il Forex altro non è che fare trading su uno Spread (un Cross è un rapporto fra Valute: essere long sull’EUR/USD significa vendere USD per comprare EUR… uno Spread quindi).

Affianchi allora diverse Metodologie e ciascuna porta STABILITA’ al quadro di insieme: se una di queste operatività attraversa una fase in cui va in “avaria” e ti trovi costretto a sospenderla per capire cosa sta succedendo, hai gli altri tipi di operatività che ti tengono in piedi.

Fare Trading diventa come gestire una attività imprenditoriale: hai tante divisioni che producono cose diverse per mercati diversi e se succede che uno di questi mercati non vuole più ciò che stai producendo (o semplicemente posticipa a tempi migliori l’acquisto… un pò quello che è successo nell’ultimo anno con la crisi) non devi chiudere l’azienda ma hai le altre divisioni che ti tengono in piedi e fanno andare avanti l’azienda.

E’ chiaro che ogni Metodologia che inserisci nella tua operatività deve avere alla base un qualche tipo di vantaggio (un “EDGE” come lo chiamano gli americani): ed allora una parte del tuo tempo inizi a passarla a comprendere qual è l’EDGE alla base di una nuova metodologia che ti viene presentata, se è compatibile con l’attuale operatività e con il tuo modo di essere, se è profittevole, ma soprattutto (la cosa più importante) se è REPLICABILE. Se chi te la spiega ogni volta cambia le regole, o te ne aggiunge una nuova, o ti dice che “questa volta c’è una eccezione…” allora i risultati che magari sta ottenendo (e magari sono pure importanti) sono frutto dell’istinto, di un bagaglio di conoscenze difficilmente codificabili (nella loro interezza) e trasferibili.

Siamo nel quadrante verde, quello a destra, e ormai hai rinunciato al “trade della vita” o ti sei stancato di mettere le mani al tuo sistema di trading per perfezionarlo perchè la perfezione non esiste e ormai quando tiri la coperta da una parte lo scopri dall’altra. Ti avvicini con curiosità al Trading Meccanico, ai Trading System, all’idea di poter testare le metodologie (quelle esistenti e quelle nuove che qualcuno ti presenta come “infallibili”) con scientificità.

Ogni grande progetto (e quando parliamo di vivere facendo Trading parliamo di un progetto di vita) comincia da qualche piccolo passo, e iniziare ad imparare una Metodologia è il primo di questi passi. Quando impari una Metodologia nuova c’è da mettere in conto di fare errori, che non tutte le ciambelle riescono con il buco al primo colpo, ma ormai vivi il Trading come un Imprenditore, sei consapevole dei costi che dovrai sostenere, controlli il rischio, cerchi di prendere decisioni razionali e non emotive.

Non è fare il 20 % al mese che qualifica qualcuno come un “professionista” del trading, ma è questo approccio: mettere al primo posto la stabilità dei profitti conseguiti, proteggere il capitale, controllare il rischio, cercare un edge, affiancare metodologie diverse…

Non vorrei che leggendo queste righe qualcuno pensasse che “sono arrivato”: niente è più lontano dalla verità! Mi sento ancora “apprendista stregone” su tante aspetti delle metodologie che sto utilizzando, e non credo che arriverà mai un momento in cui potrò dire di “conoscere tutto” di una certa operatività. C’è sempre molto da imparare dagli altri. So per certo che commetterò ancora tanti errori in futuro, ma fa parte dell’apprendimento e lo metto in conto.

Il “quadro di insieme”  oggi è però sempre più chiaro che appena pochi anni fa, e se il buongiorno si vede dal mattino direi che la direzione è quella giusta.

Ho scritto questo articolo perchè spero che faccia riflettere molte persone che si avvicinano al Trading, per stimolarle ad aprire le proprie vedute, per non inseguire chimere e false speranze. E’ solo la mia esperienza, ma più mi confronto con altri trader che sono in questo ambiente da un pò di tempo e più vedo dei punti in comune.

Fare trading è un mestiere molto bello, ma bisogna rimboccarsi  le maniche perchè non è così facile come qualcuno vorrebbe farci credere. Vi aspetto, per altri approfondimenti, ma soprattutto per andare a fondo sulle metodologie di trading che insegniamo ormai da anni, e per confrontarci anche su queste tematiche nel Forum (che ha raggiunto i 10.000 messaggi pochi giorni fa, e lo considero un bel traguardo per una Community che è online da un anno e mezzo) sul portale www.QTlab.ch

Buon trading

Luca Giusti

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