Vendere Opzioni: su quali Mercati? Ce lo dice la Volatilità…

Non dovrebbe destare stupore l’affermazione che sia meglio vendere Opzioni piuttosto che comprarle: già su queste pagine, in un precedente articolo, avevo messo in evidenza come, per la maggior parte del tempo, sui mercati si osservi una volatilità che è sovrastimata rispetto alle stime degli operatori (riflesse nella volatilità implicita).

…ma in fasi di mercato come questa, dove stiamo osservando la volatilità implicita sugli indici azionari toccare livelli che non avevamo più visto del 2007, dove possiamo rivolgere lo sguardo alla ricerca delle migliori condizioni per vendere opzioni (e quindi vendere volatilità)?

Non scenderò nel dettaglio di cosa si intenda per acquisto o vendita di una Opzione: sono concetti facilmente recuperabili attraverso la lettura di un qualunque manuale. La mia operatività è fatta per larga parte di Opzioni Vendute, e la strategia che vado a spiegarvi è tanto semplice quanto efficace (un binomio, questo fra “semplicità” ed “efficacia”,  che spesso ritroviamo nel trading che funziona).  Ogni volta che andiamo simultaneamente a vendere una opzione Call sopra all’attuale livello dei prezzi del sottostante e a vendere una opzione Put sotto a questo livello, stiamo costruendo uno Short Strangle, una classica strategia Non Direzionale con un profitto massimo predeterminato (i premi incassati dalla vendita di opzioni) e una perdita massima teoricamente illimitata.

Dato che il primo obiettivo di ogni trader non dovrebbe essere quello di massimizzare la crescita del proprio account ma di controllare il rischio (per essere certi di continuare ad avere un account anche domani…), la prima domanda da porsi è: «Come posso proteggermi da una simile eventualità di perdita illimitata?». La risposta è: «Con il contratto sottostante»… fra poco torneremo a parlare di come difendere l’opzione venduta.

La preferenza, per questo tipo di strategia (Short Strangle) va sulle opzioni con scadenza settimanale, ma i contratti Future che hanno opzioni, con scadenza weekly, liquide, non sono tanti; impiegando quelle con scadenza mensile, possiamo ampliare notevolmente la cerchia dei sottostanti su cui cercare le migliori condizioni per vendere opzioni (quindi volatilità implicita alta e decrescente).

…su quali mercati Futures troviamo quindi, oggi, una volatilità implicita che non è compressa sui minimi dell’ultimo anno (come sui futures su indici azionari)?

  1. Il future sul Obbligazionario decennale USA (T-Notes)
  2. Il future sui Live Cattle
  3. Il future sul British Pound
  4. Il future sul Japanese Yen

…ma un po’ di volatilità implicita da poter vendere è solo una delle condizioni da verificare: ben più importante è comprendere se questi mercati rispondono bene a queste strategie di vendita di opzioni (Short Strangle) difese con il Future sottostante qualora ci fosse un movimento che andasse a minacciarle.

Non intendo, quindi, affidarmi esclusivamente all’individuazione di livelli grafici significativi, e all’esperienza, per determinare su quali strike vendere opzioni o quando sia giunto il momento per difenderle, ma ritengo più efficace cercare, attraverso un trading system meccanico, se esista la possibilità di determinare in maniera algoritmica (e quindi non discrezionale) i livelli su cui andare a vendere opzioni,  che massimizzino il rapporto fra premi incassati e stop loss presi sul future ogni volta che fossi costretto ad entrare per difenderle. Affrofondiremo meglio questi aspetti anche in occasione del seminario Gratuito del prossimo 2 febbraio dal titolo “Strategie di Trading Automatico”.

È intuibile che, più stringo i livelli su cui vado a vendere opzioni, maggiori saranno i premi incassati, ma più frequentemente sarò costretto ad intervenire con il future sottostante in difesa di queste opzioni vendute, esponendomi, nel caso di “false partenze” del sottostante, a perdite per aver dovuto stoppare la posizione. Più allargo i livelli, minori sono i premi incassati, ma diminuirà drasticamente la necessità di doverle difendere con il future sottostante e molti mesi passeranno indenni e senza dover intervenire.

Vediamo cosa è successo sui Live Cattle nell’ultimo mese: dopo avere venduto le opzioni sugli strike 131 e 135 (linee bianche), siamo dovuti intervenire in difesa della Put Venduta entrando in posizione shortando il Future. La stessa cosa era accaduta anche nel mese precedente, ma comprando il future per difendere la Call.

Queste situazioni in cui siamo chiamati a difendere l’opzione venduta non sono necessariamente sfavorevoli: portando tutto a scadenza, il risultato sarà quello di chiudere il mese avendo intascato i premi delle opzioni vendute e trovandoci con un profitto sul contratto future che viene perfettamente bilanciato dalla perdita su una delle due opzioni vendute che scade in the money.

Aggiungiamo, un secondo scenario favorevole, accanto al primo poc’anzi delineato: quello in cui il sottostante lateralizza per tutto il mese e le opzioni scadono senza valore. Il risultato finale è lo stesso: incassiamo i premi venduti e chiudiamo il mese a “punteggio pieno”.

Nell’immagine si possono distinguere i livelli su cui sono state vendute opzioni (in bianco), che coincidono con i livelli di ingresso del future, ed i livelli di stop (in giallo) sul future stesso, qualora quest’ultimo dovesse ritornare indietro dopo essere entrato in posizione.

Resta, infatti, una sola situazione che potenzialmente può danneggiarmi: il mese in cui il future si muove oltre uno dei due livelli per poi ritornare indietro… esattamente ciò che possiamo vedere nella parte sinistra del immagine, dove il Future è andato in stop.

La domanda da porsi è quindi la seguente: come posso minimizzare il verificarsi di questa situazione? Scegliendo i livelli con criteri meccanici (e non discrezionalmente) così da poter effettuare accurati backtest sugli ultimi anni e individuare la soluzione migliore in termini di distanza su cui vendere Opzioni… la stessa che stiamo seguendo ormai da tempo (ed inviando attraverso un servizio di Segnali Operativi ai nostri abbonati) sia sui Futures Valutari e su Indici azionari (utilizzando opzioni con scadenza weekly) sia sui Futures sulle Commodities usando opzioni con scadenza monthly.

Questa operatività, apparentemente molto semplice e lineare proprio in virtù della sua “meccanicità” e del fatto che non richiede di effettuare scelte discrezionali durante la settimana o il mese in cui si è in posizione (magari in preda all’emotività), merita di essere approfondita, sia in queste pagine, sia in occasione di uno dei seminari che periodicamente organizziamo per spiegarla in dettaglio (“Opzioni+Futures” – la prossima edizione è prevista il prossimo 17 febbraio – tutti i dettagli e le prossime date sul sito www.qtlab.ch).

Questo modo di operare con le opzioni, basato su una preventiva analisi degli scenari possibili e degli interventi da implementare in ogni situazione che dovesse presentarsi, sarà l’elemento portante dei prossimi articoli.

Il rischio si controlla, in primis, con un buon piano di trading, sapendo “prima” cosa fare, ma soprattutto mettendosi nelle condizioni di poterlo rispettare.

Buon trading.

Luca Giusti

www.QTLab.ch

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