Lettera aperta a imprenditori e professionisti

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Stimati imprenditori e professionisti,

fare impresa nel nostro Paese è sempre stato molto difficile. Probabilmente, nel corso dell’ultimo decennio, essere imprenditore o professionista ha corrisposto ad assumersi un vero e proprio azzardo sia economico che sociale.

L’iniziativa di intraprendere una propria attività economica, assumendosi il cosiddetto “rischio d’impresa” in prima persona, è sempre stato oggetto di lunghe e meditate riflessioni per tutti coloro che si sono riavvicinati alla primordiale idea dell’essere umano, ovvero riconquistare la propria libertà. Libertà di pensare, libertà di agire, libertà di creare. Libertà.

Nel recente Rapporto “Fiscalità e crescita economica” dell’Ufficio Studi ConfCommercio emerge che il nostro Paese occupa il primo posto nel ranking mondiale per la pressione fiscale effettiva: 53,2% del Pil al netto dell’economia sommersa che gravita attorno al 17,3% dello stesso prodotto interno lordo. Poco importa se invece la cosiddetta pressione fiscale apparente è pari al 44,1% del Pil. I circa nove punti di differenza non potranno comunque colmare la sostanza: dal 2000 al 2013 la pressione fiscale nel Bel Paese è aumentata del 5% a fronte di un Pil procapite sceso del 7%.

Con queste cifre “il fare impresa” e l’“essere liberi di creare” viene di fatto dimezzato con una reale perdita sia economica che emotiva: una perdita oggettiva che mai potrà essere né colmata né ripagata.

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Nonostante questo l’Italia e gli italiani hanno coraggio e soprattutto fiducia in loro stessi. La conferma arriva dal dato diffuso dall’Istat relativamente all’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane salito a quota 90,9 dal precedente 88,2 di giugno: una fiducia ai massimi da tre anni.

Fiducia, speranza, ottimismo, reputazione e prestigio, questi alcuni sinonimi del termine “fiducia” che ogni imprenditore e professionista rinnovano ogni giorno per 365 volte all’anno. Perché bisogna ricordare che chi “fa impresa” è colui che prima di tutto si fa carico delle responsabilità verso tutti i suoi collaboratori, clienti, fornitori e allo stesso tempo anche verso lo Stato.

È naturale ed umana la tentazione di diffidenza, pessimismo, dubbio e sospetto o semplicemente in un’unica parola l’essere sfiduciati in alcuni momenti del “fare impresa” ma bisogna resistere. Continuare ad avere coraggio, quel coraggio che fa agire e grazie al quale – ogni giorno – si può creare e lasciare un proprio segno concreto: l’aver sacrificato la propria libertà per il bene comune, il bene di un Paese, il bene dell’Italia.

Un sincero augurio di buone vacanze a tutti voi e alle vostre Famiglie.

Stefano Masa – Responsabile Centro Studi e Ricerche Varini Publishing

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