Osservatorio finanziario n. 15

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Faccio seguito al realismo ingenuo e alla percezione trattati la settimana scorsa: manca poco più di un mese al termine dell’anno e i moltissimi money manager iniziano a riprendere e a rispolverare la loro sempre valida, ma ad oggi nascosta sfera di cristallo: «L’ego è invariabilmente il centro del mondo» (1).

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“Mano con sfera riflettente”, litografia, 1935 di Maurits Cornelis Escher

Da qualche tempo, come nel periodo antecedente le vacanze estive, si iniziano a ritrovare soluzioni che mettono in luce capacità di previsione (o per meglio dire “ambizione”) dei molti che si cimentano in vere e proprie profezie impersonando figure di veggenti in versione 2.0.

Non importa come e neppure perché l’importante invece è predire: far immaginare e sognare, auspicare qualcosa che tutti vogliono sentirsi dire e cioè cose positive – solo positive – altrimenti è meglio non scrivere articoli e neppure riportare le considerazioni degli esperti (quest’ultimi devono essere sempre e solo ottimisti).

Prepariamoci fin da ora a prendere buona nota delle moltissime opportunità che verranno proposte secondo le consuete “ricette vincenti” da chef pluristellati per i quali gli ingredienti sono i soliti: azioni “di tipo europeo ed americano” sempre di stagione (anche perché non fanno mai male) con magari un pizzico di paesi emergenti ed una spolverata di area pacifico ma senza esagerare. Obbligazioni? Certamente quelle dell’area euro ripartite tra governativi e corporate accompagnate da una vellutata di Inflation Linked e scaglie (non troppe) di paesi emergenti in valuta: la copertura sul cambio? Quanto basta. Materie prime? Solo per chi non ha importanti intolleranze. E la squisita liquidità? Non presente nella ricetta anzi mai considerata un ingrediente: come sempre del resto!

La ricetta si conclude con il sempre valido consiglio di rimanere sempre investiti: per meglio gustare ed appagare il proprio appetito attraverso gli impareggiabili sapori che l’adrenalina dei mercati finanziari potrà dare nel corso dell’anno che verrà.

Ancora oggi non riesco a comprendere fino in fondo quale possa essere il valore aggiunto per un investitore quando si trova a leggere affermazioni come «Il mercato azionario potrà crescere più del 10%» o addirittura trovare risposte sulla falsa riga di domande come «Quali borse saliranno più delle altre?».

Guardando semplicemente l’analisi della volatilità si trovano dati che oscillano da poco più del 5%(2) del mercato obbligazionario al 18%dei mercati azionari; a questi si aggiungono i 9 punti percentuali delle valute ed un 15% delle materie prime.

Osservando l’anno in corso abbiamo potuto assistere a previsioni di inizio anno che vedevano la quasi totalità degli operatori positivi sull’andamento dei mercati: ebbene hanno avuto ragione anche se con diverse percentuali di ritorni attesi: per alcuni era ipotizzabile un rendimento minimo pari al “salirà” mentre per altri invece una stima di rendimento di “oltre il 10%”.

È evidente che non siano state citate le dinamiche sull’andamento dei prezzi nel corso dell’anno: questo è un dettaglio (ovviamente) che potrebbe solo creare alibi e soprattutto fastidio per tutti coloro che scrutano la sfera; è ancora un dettaglio (ovviamente) infatti sapere che i mercati azionari (es. quelli europei) durante il 2013 hanno visto scendere  rispetto alla chiusura del 2012  i loro corsi fino a toccare segni negativi tra poco meno del 3% ed un quasi 9%; è ancora un dettaglio (ovviamente) che tutti gli investitori avrebbero mantenuto le loro posizioni da inizio anno fedeli alle previsioni lette e soprattutto certi del buon esito.

È ancora un dettaglio (ovviamente) sapere che le stime sui ritorni attesi più elevati siano state attribuite a paesi che hanno registrato perdite nel corso dell’anno (v. dati precedenti) e che non risultano essere i listini che hanno maggiormente performato; viceversa altre piazze finanziare (come quella americana e giapponese) non sono state premiate dall’occhio attento e previsionale degli esperti: ad oggi “casualmente” questi mercati sono quelli che hanno registrato performance in termini assoluti migliori e soprattutto “mancato” – per così dire – la performance negativa nel corso dell’anno rispetto alla chiusura d’anno precedente.

Sarà un caso quanto accaduto e qualora i risultati non fossero comunque arrivati la motivazione in qualche modo si sarebbe trovata lo stesso (ovviamente): non dai money manager ma dal mercato.

Probabilmente la motivazione di tutte le previsioni è più semplice e forse coincide con la descrizione utilizzata a commento dell’opera “Mano con sfera riflettente” di Maurits Cornelis Escher:

«Sulla mano del disegnatore c’è una sfera riflettente. In questo specchio egli vede un’immagine molto più completa dell’ambiente circostante, di quella che avrebbe attraverso una visione diretta. Lo spazio totale che lo circonda – le quattro pareti, il pavimento e il soffitto della sua camera – viene infatti rappresentato, anche se distorto e compresso, in questo piccolo disco. La sua testa, o più precisamente, il punto fra i suoi occhi, si trova nel centro. In qualsiasi direzione si giri, egli rimane il punto centrale.

L’ego è invariabilmente il centro del mondo».

Arrivederci alla prossima settimana.

Stefano Masa – info@quantinvest.it

(1)    Descrizione tratta da M. C. Esche, Grafica e disegni, Taschen

(2)    Valori medi di deviazione standard annuale calcolata su base dati giornalieri

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