Osservatorio finanziario n. 22

alt

di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Oggettivamente siamo ad una svolta e i dati lo dimostrano: dopo 26 mesi di recessione (il periodo più lungo dal dopoguerra) l’Italia s’è desta!

Da soggetto quantitativo non mi è permesso essere né pessimista come neppure ottimista ma semplicemente realista: i numeri sono quelli che governano le mie decisioni e le relative argomentazioni ad esse riconducibili. Anche per la settimana trascorsa – come per la precedente – i dati mi obbligano ad essere altrettanto pragmatico: al limite della psicosi.

L’Italia sta riemergendo e, come già detto, pochi lo dicono mentre per me dell’Osservatorio finanziario è un dovere scriverlo!

L’Istat ha pubblicato i dati sulla produzione industriale a novembre 2013 (consultabili al sito www.istat.it) di cui riporto una parte del comunicato:

«A novembre 2013 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,3% rispetto a ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre l’indice ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2013, l’indice è aumentato in termini tendenziali dell’1,4% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di novembre 2012)».

alt 

Tutti i principali raggruppamenti industriali evidenziano risultati in netto miglioramento rispetto alle precedenti rilevazioni e questo recente risultato è il migliore avuto dal lontano dicembre 2011.

A questo dato di novembre, che rappresenta una vera e propria “discontinuità con il passato” ne seguirà – probabilmente – un altro positivo nella prossima pubblicazione con riferimento a dicembre. La conferma viene fornita anche dal Centro Studi di Confindustria che stima – per dicembre 2013 – un aumento su base annua pari all’1,3%.

Una considerazione doverosa va però fatta: il dato sulla produzione industriale rappresenta il 20% del Pil e quindi la strada davanti a noi è molto lunga. È anche vero che siamo solo all’inizio (v. grafico sotto) ma quanto meno ci siamo, siamo arrivati ed ora bisogna per lo meno continuare.

alt

Oltre ai dati diffusi dall’Istat è opportuno ricordare l’avvenuta pubblicazione del cosiddetto superindice Ocse (rappresenta un vero e proprio anticipatore delle tendenze e dei punti di svolta del ciclo economico): anche quest’ultimo evidenza un miglioramento sostanziale e per novembre 2013 viene stimato un incremento pari al 2,50%, livello doppio rispetto alla media generale e miglior risultato – in termini assoluti – di tutti i paesi analizzati.

È ovvio che la crisi non può essere considerata “storicizzata” o paradossalmente “archiviata” ma i recenti dati diffusi obbligano ad essere quanto meno più fiduciosi (per i passionari amanti della fiction) o semplicemente realisti (per noi Italiani).

A presto.

Stefano Masa – info@quantinvest.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *