Osservatorio finanziario n. 23

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Fine del primo tempo: Italia 4 – Scettici 01. La prima parte della partita è archiviata nel migliore dei modi: bel gioco, possesso palla, occasioni individuali a ripetizione, e soprattutto un grande e profuso sacrificio da parte di tutti.

Voglio subito premettere a tutti Voi Lettori, che questo mio intervento non avrà la consueta formalità tecnica nell’esposizione, ma vista l’euforia del momento, mi sono lasciato – ahimè – trasportare dagli eventi che per un soggetto quantitativo è alquanto deleterio: per questo motivo rivolgo a Voi le mie più sincere scuse.

Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, ha diffuso i dati sull’indebitamento dell’Eurozona: era dal quarto trimestre del 2007 che il rapporto debito/Pil (su base trimestrale) non registrava una flessione. Secondo quanto emerge si è passati dal precedente 93,4% al 92,7%. È pur vero che rispetto al terzo trimestre 2012, invece, lo stesso rapporto registra una crescita (dal 90,0% all’attuale 92,7%) ma – in ogni caso – il dato evidenziato è da prendere in seria considerazione quale primo segnale di cambiamento.

Lasciamo da parte i dati dell’Eurozona per soffermiamoci invece su quelli di casa nostra (o per così dire della nostra squadra). Nel terzo trimestre 2013, il nostro rapporto debito/Pil è sceso al 132,9% dal precedente 133,3%.

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1910 – L’esordio assoluto della Nazionale italiana

I giocatori rientrano in campo dopo il breve ma meritato riposo dell’intervallo. La tifoseria degli scettici espone uno striscione: «Tutto questo clamore per una lieve flessione di 0,4 punti?». Risponde la curva Italiana con un coro: «Certamente… certamente!»

Il cronista nel frattempo si chiede quale possa essere il motivo di questa enfasi e contrasto tra tifoserie ed un suo collega, sottovoce, sussurra «è giusto che sia così, è naturale, questo tipo di dato “in calo” rappresenta la prima volta dal lontano terzo trimestre 2011». Una voce fuori campo ricorda però che nonostante il dato sia positivo, è bene tenere a mente che in termini assoluti il nostro rapporto debito/Pil è tra i più alti: chi sta peggio di noi è solo la Grecia.

Nel frattempo la partita è ricominciata, e come spesso accade nel gioco del calcio, abbassare la guardia – nonostante l’ampio margine di vantaggio – può rappresentare un grave errore: come (ovviamente) sanno ed (ovviamente) insegnano gli oltre 60 milioni di allenatori del Bel Paese.

Arrivederci alla prossima settimana.

Stefano Masa – info@quantinvest.it

  1. I marcatori sono rappresentati dai dati positivi pubblicati recentemente: Indice Pmi, Produzione industriale (dati a novembre 2013), Superindice Ocse, Rapporto Debito Pubblico/Pil (su base trimestrale)

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