Osservatorio finanziario n. 27

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Cari Lettori ed Investitori vi prego seriamente di leggere questo breve intervento. Probabilmente non vi farà guadagnare molti soldi ma sicuramente vi potrà suggerire come non perderli.

In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad alcune aste di titoli di Stato italiani e tedeschi per le quali sia i rendimenti finali che l’interesse degli operatori devono far pensare.

In Italia sono stati collocati Bot a sei mesi ad un rendimento dello 0,455% ovvero sui minimi dall’introduzione dell’Euro. Ulteriore corollario a questa offerta del nostro Stato quella dei Btp a cinque anni (scadenza 2019) con rendimento sceso al 2,14% e quella del nuovo Btp decennale (scadenza 2024) con un rendimento al 3,42% corrispondente ai valori del lontano luglio 2005. A queste emissioni si aggiungono rispettivamente quelle dei CcTeu (scadenza 2018) con rendimento sceso all’1,43% e quello dei CcTeu (novembre 2018) con un rendimento pari all’1,56%.

Fuori Italia non si sta meglio, infatti i rendimenti dell’asta del Bund trentennale ha “fruttato” un 2,53%.

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Aspetto fondamentale che ha sicuramente influenzato questa “avidità di rendimento” è stato il cosiddetto bid to cover cioè il rapporto tra domanda e offerta; nelle singole aste si è assistito ad una riduzione d’interesse da parte dei compratori con un rapporto che è passato mediamente dal precedente 1,52 ad un valore attorno a 1,44. Addirittura in Germania le aste hanno evidenziato un cosiddetto “scoperto”: l’importo richiesto è stato inferiore a quello offerto dallo Stato.

Tutto questo impone riflessione primi di agire.

Abbiamo i rendimenti dei titoli di Stato sui minimi, i corsi delle Borse internazionali, chi più e chi meno, sui massimi degli ultimi tre anni, a questo punto, io risparmiatore dove posso investire i miei denari?

Dopo la crisi del 2008 e del successivo 2011 con i loro risvolti che ancora oggi si riflettono sulle economie mondiali dei diversi Paesi, questa coincidenza di eventi (rendimenti delle obbligazioni ai minimi e corsi azionari ai massimi) – dal mio punto di vista – non è casuale: il risparmiatore, oggi spaesato e alla ricerca di rendimenti superiori all’inflazione, potrebbe – ora più che mai – incappare nel miraggio dell’investimento che più premierà il suo portafoglio, ovvero l’investimento azionario o in alcuni casi qualche obbligazione strutturata che risolverà tutti i suoi problemi attraverso il “capitale garantito con alte cedole”.

Stiamo attenti: oggi la frenesia di “inseguire un rendimento” è molto più alta rispetto agli altri anni.

Fermiamoci un istante e pensiamo ai nostri interessi, quelli veri, ossia quelli rappresentati dalle nostre tasche: attendiamo, anche qualche settimana, stando alla finestra (però vigili) ad osservare quello che accadrà tenendo sempre presente che il rimpianto di aver perso quello che prima si possedeva è maggiore rispetto al non aver avuto nulla o poco più.

Questa l’inaugurata sensazione.

Arrivederci alla prossima settimana.

Stefano Masa – info@quantinvest.it

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