Osservatorio finanziario n. 31

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Sanremo, venerdì 27 gennaio 1961. In sottofondo suoni di un’orchestra ed una voce soave che intona armoniosamente «Blll… le mille bolle blu… Blll… le vedo intorno a me… Blll… le mille bolle blu… che volano, mi chiamano, mi cercano… e salgono… e scendono … e volano… e volano… e volano Blllllllll… nel ciel». Così Mina concludeva la sua celebre canzone dal titolo Le mille bolle blu durante la seconda serata del Festival di Sanremo. 

Era l’anno 1961 ovvero un periodo d’oro per l’Italia: il cosiddetto “Miracolo economico”. Quel 27 gennaio parte degli italiani ascoltava quella delicata litania. Gran parte di quegli stessi italiani era però inconsapevole di assistere ad una vera e propria profezia finanziaria. Da lì a qualche mese il mercato azionario italiano registrò una delle più marcate e durevoli correzioni di sempre (durata dal 1961 al 1977). 

Italia, oggi, anno 2014: si legge ormai ovunque di bolle più o meno evidenti sulla maggior parte dei mercati azionari. Che fare quindi? Prima di tutto sincerarsi – con basi oggettive – che tutto questo sia vero o presumibilmente vero; dopo prenderne (eventualmente) atto e muoversi di conseguenza. Il ragionamento è banale ma indispensabile al fine di una potenziale scelta. 

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Parlare di “bolla speculativa” è a volte fuorviante: di certo suscita maggiore attenzione e curiosità in coloro che sfogliano il giornale o navigano sui moltissimi siti internet di informazione finanziaria. È bene però porre attenzione sul fatto che di “bolla” ci si accorge subito dopo che quest’ultima sia scoppiata: mai prima.

Quando il mercato sale e continua a salire, sono poche le persone che si soffermano sul vero e proprio motivo di questa crescita. Sono pochi gli analisti che si espongono con i loro “Sell” perché timorosi di essere additati dai moltissimi come vera e propria fonte di iattura. Sono invece tanti, tantissimi e a volte forse troppi, i cosiddetti individui diventati ormai speculatori senza scrupoli, trader, scalper, persone dotate di sole certezze sull’andamento futuro dei mercati in un contesto caratterizzato invece da un’unica e concreta regola certa: l’incertezza degli istinti razionali ed irrazionali degli investitori governa il moto stesso dei mercati.

In tutto questo magma umorale è necessario fare chiarezza e cercare – noi per primi – di informare e dimostrare quanto sia possibile o impossibile, probabile o improbabile un’ipotetica tesi.

Sicuramente gli attuali valori dei mercati azionari sono molto alti: ma si tratta di “bolla speculativa” o più semplicemente di eccessivi livelli di ipercomprato? La differenza è sostanziale ed è bene riconoscerla per tempo.

Nei miei prossimi interventi sarà mia cura fornire elementi oggettivi e strumenti operativi attraverso i quali poter distinguere le casistiche e cercare pertanto di consapevolizzare il più possibile eventuali scelte di investimento.

Dovere di cronaca: la canzone vincitrice del Festival di Sanremo del 1961 è stata Al di là di Betty Curtis e Luciano Tajoli. A seguire 24mila baci di Adriano Celentano e Little Tony. Terzo posto invece per Il mare nel cassetto di Milva e Gino Latilla. La nostra citata Le mille bolle blu al quinto posto.

Probabilmente già nel 1961 avevano ben chiaro il significato e la differenze delle varie “bolle” soprattutto in questo caso dove è molto plausibile la confusione per coloro che si trovarono a votare di fronte a “mille bolle” e per lo più di colore “blu”.

Arrivederci alla prossima settimana.

Stefano Masa – info@quantinvest.it

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