Osservatorio finanziario n. 37

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

La nostra Italia calcistica è fuori dai Mondiali brasiliani: paradossalmente è questa la notizia del giorno che sta più a cuore ai molti. Ed ora, come sempre è stato, tutti gli “allenatori di Italia” (circa metà dell’intera popolazione) emettono sentenza. Proprio come nella gestione del patrimonio: solo dopo, e sempre solo dopo, il popolo italiano si distingue per essere il migliore gestore, il miglior trader, il miglior analista, semplicemente “il meglio”.

Non ho intenzione di commentare gli eventi calcistici delle ultime settimane ma il dato emerso rappresenta come non mai uno dei principali elementi distruttivi che si manifesta nella mente di chi opera sui mercati finanziari. Quanto accaduto alla nostra nazionale di calcio avviene quotidianamente a moltissimi trader e gestori di patrimoni.

Ecco quanto avvenuto durante i nostri mondiali e quanto avviene sui nostri patrimoni.

Nella prima partita la nostra nazionale di calcio ha vinto dimostrando caratteristiche specifiche come: metodo di gioco, attenzione, opportunismo e soprattutto concretezza. Risultato: l’Inghilterra è stata battuta. Nel trading o nella gestione dei proprio risparmi il tutto si tramuta con l’avere un predeterminato piano di investimento, tempestività nelle scelte, continuo aggiornamento, flessibilità mentale, raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

Nella seconda partita, il gruppo italiano, consapevole della precedente vittoria scende in campo inconsapevole di vivere la cosiddetta overconfidence ovvero la “sensazione di certezza” di battere anche il nuovo ostacolo, soprattutto perché ritenuto inferiore rispetto al precedente. Negli investimenti il tutto si traduce in una sorta di “delirio di onnipotenza”: la prima operazione è andata a buon fine perché «Ho trasmesso l’ordine a quel prezzo che solo io avevo individuato» ed infatti si è rivelato essere il minimo della giornata (ovviamente). Successivamente «Ho chiuso l’operazione a quell’altro prezzo – che sempre solo io – ho individuato» e che (ovviamente) a fine seduta ha segnato il massimo della giornata. Di fatto «sono un grande investitore» ed ora mi basta replicare questa metodologia per chiudere un’altra giornata con un segno più.

Ma ciò non accade. Anzi il più delle volte, l’ordine trasmesso corrisponde ad un’area di prezzo corrispondente ai massimi di giornata e l’operazione, anche se si conosce la regola che “a fine giornata si devono chiudere tutte le posizioni anche se in perdita”, tutto questo non si concretizza perché «Io ho ragione e domani la mia posizione evidenzierà un segno positivo».

Risultato finale della seconda partita: l’Italia è stata sconfitta dal Costa Rica mentre il nostro investitore registra una battuta d’arresto in conto capitale.

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Terza ed ultima partita del girone. La nazionale ha possibilità di passare il turno avendo a disposizione due casi utili su tre. La motivazione dei giocatori è ormai accantonata grazie al fatto che statisticamente il peggio è alle spalle ed i numeri sono dalla nostra: basta scendere in campo e far trascorrere i novanta minuti senza alcun problema cioè con la non curanza del desiderio altrui (fame di vittoria). L’investitore ormai ha archiviato la “sfortunata” operazione/investimento precedente ed è sicuro di rifarsi con una nuova opportunità: aprono i mercati e vede il proprio investimento in netto calo. Sceglie di raddoppiare la propria posizione sullo strumento finanziario «Perché così facendo ho un prezzo medio più basso e tanto a fine giornata il titolo salirà».

Risultato della terza partita: la nazionale azzurra replica lo stesso modulo di gioco della partita precedente forse zavorrandolo troppo a livello motivazionale e forse anche peccando di troppa presunzione.

Finale di partita: Italia-Uruguay 0-1. Vince quest’ultima e la nostra italica forza del mediterraneo torna a casa. Allo stesso modo, per il nostro investitore, il “titolo mediato” («Perché tanto salirà») chiude segnando un marcato ribasso. Il portafoglio titoli registra un’eccessiva esposizione sull’investimento con una perdita quasi raddoppiata rispetto al giorno precedente. Risultato finale: «A questi prezzi non vendo, al massimo mi terrò il titolo».

Ho cercato di rappresentare, anche se consapevole delle troppe semplificazioni adottate, quanto può accadere – ed accade – nella mente degli investitori. Purtroppo la metafora calcistica del momento è paradossalmente vicina alla realtà di chi investe e dei suoi investimenti ma, credetemi, è molto molto vicina alla realtà dell’investimento.

Come italiano mi spiace per la nostra prematura uscita dai mondiali e come investitore mi spiace ancor di più quando mi confronto con le moltissime persone che manifestano i precedenti ragionamenti.

Ma alla fine tutto questo fallimento si conclude per il meglio: tutti “i migliori allenatori italiani”, che però non allenano e che non sono partiti per il Brasile, appagheranno il loro ego in queste ore con il solito «Lo sapevo, non si doveva mettere tizio, caio non è degno ecc.», mentre dall’altra parte, tutti “i migliori gestori italiani” sapevano e sanno che «L’investimento in Borsa è una fregatura», «Quel titolo era una schifezza», «Era ovvio che scendesse» ecc.

In fondo, in fondo, grazie a queste qualità del nostro Paese e degli italiani, abbiamo vinto il Premio Oscar come miglior film straniero in concorso al Festival di Cannes, tutto il resto è solo bla, bla, bla.

Mondiali di calcio 2014: l’Italia calcistica è fuori e ritorna a casa. Accogliamo i nostri giocatori ed il loro staff dandogli un caloroso bentornato a “La grande bellezza”.

A presto.

Stefano Masa – info@quantinvest.it

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