Osservatorio finanziario n. 46

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Non vorrei apparire polemico. Però ritengo opportuno che si faccia chiarezza almeno tra noi italiani e con gli italiani. Per lo Stato: cosa significa se un cittadino non ha disponibilità liquide sufficienti per pagare le tasse? Che il contribuente-cittadino non pagherà. Ma quest’ultimo – nella sua buona fede – vorrebbe pagare, solo che non può e lo farà solamente quando avrà la liquidità a sua disposizione. Nonostante questo suo intento, per lo Stato, il contribuente-cittadino risulterà un “non pagatore”. Un debitore.

Bene. È un po’ quello che è successo in questi giorni nel nostro Bel Paese. La pubblica amministrazione deve alle imprese una certa somma. Il governo decanta lo stanziamento della somma messa a disposizione per tutti i creditori, ma sta di fatto che, solo parte di questo importo è stato effettivamente riconosciuto agli aventi diritto.

L’Italia è un paese strano. Sembrerebbe che molti italiani cerchino di pagare meno tasse possibili nel corso della loro vita di contribuenti-cittadini e ancora in molti, quando devono invece incassare somme dallo Stato, non si sforzino abbastanza per riavere i loro denari.


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Strano. Non appare strano? Siamo al limite della razionalità umana. Soprattutto la razionalità di noi italiani. Che possiamo e stiamo apparendo proprio come una nazione di persone strane (apparentemente).

Per evitare dubbi, consultando le informazioni presenti sul sito internet del Mef, appare evidente (e poco strano) l’attuale situazione nei confronti tra “chi deve dare” e “chi deve ricevere”. I numeri parlano chiaro. E non credo opportuno commentarli.

Rilevato questo ed accantonando: scommesse, a parte. Pellegrinaggi a piedi, a parte. Inviti degli italiani nei confronti del capo del governo, a parte; il famoso traguardo relativo ai pagamenti da effettuarsi entro il 21 settembre scorso per alcuni è stato raggiunto (per “chi deve dare” ossia lo Stato) mentre per altri risulta essere incompiuto (per “chi deve ricevere” ovvero i contribuenti-cittadini).

Concludendo. L’Italia è un paese strano. Strano a tal punto che quando dobbiamo ricevere (soldi) non abbiamo (stranamente) la voglia di fare neppure un piccolo sforzo per richiederli.

Strano. Stranamente strano.

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