Osservatorio finanziario n. 54

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Investire non conviene. Camminate, è meglio

Alla mattina siamo tutti di corsa. Sempre di fretta. Un saluto veloce a chi è ancora in casa e subito via, fuori, proiettati nella vita di tutti i giorni. Rumori, inquinamento, ressa sui mezzi pubblici, traffico per chi è in auto. Il lunedì è particolare. Il venerdì è ancora più significativo. Ma questa mattina sarà diverso. State uscendo, fate alcuni passi al di fuori della vostra abitazione e, sorpresa: una banconota da cinquanta euro sulla vostra strada. Ad un tratto il mondo quotidiano che vi sta attorno si ferma. Focalizzate l’evento fortuito, vi chinate, raccogliete, e la giornata sembra aver cambiato forma: questo dono inaspettato e definibile “fortuito” dalla statistica vi ha cambiato – o almeno sembra – cambiare l’inizio della vostra giornata. Un evento materiale di “modesta” entità sta e ha inciso sul vostro inconscio. Sembra banale ma è così. Cinquanta euro. Il valore di una banconota, di un brandello di carta colorata (anche se pregiata) ha inciso sul vostro quotidiano. Ripeto, cinquanta e solo cinquanta euro.

Semplicisticamente si può rappresentare come uno dei migliori affari possibili: nessun investimento iniziale posto a rischio e rendimento acquisito senza alcune preoccupazioni.

Pensateci. Si tratta di un buon affare per tutti. Dal risparmiatore con piccole somme al grande cliente del più prestigioso Private Banking nazionale o internazionale. Tutti, proprio tutti, farebbero lo stesso gesto. I cinquanta euro sono lì. Tutti si chinano, tutti li raccolgono.

Probabilmente tutti o forse la maggior parte, proietterebbero questa loro fortuna attraverso una telefonata quasi immediata ad una persona cara enfatizzando il colpo di fortuna avuto. La giornata sembra aver cambiato ritmo.

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Si deve però ritornare alla realtà. È un obbligo ed è obbligatorio per tutti. La realtà fa ogni giorno i conti in tasca. A tutti, proprio tutti.

Dal recente rapporto “Indici e dati 2014” prodotto dall’ufficio studi di Mediobanca emerge che negli ultimi dieci anni di borsa (quella italiana), i rendimenti ottenuti risultano inferiori rispetto all’investimento in titoli di stato a breve termine (i cosiddetti Bot). L’indice milanese ha perso il 25% ma, comprendono i dividendi incassati nel corso del periodo, il risultato diventa positivo con una plusvalenza del 19% pari ad un dato medio lordo positivo dell’1,63%. Nello stesso periodo i Bot hanno fruttato un +2,30%. Il confronto non regge.

Con il famoso – e sempre pronto – senno di poi ci viene da chiedere: «Ne vale la pena?». Ancora sì, probabilmente. Bisogna tenere conto che per la gestione di un investimento azionario ci sono variabili da prendere in considerazione: la diversificazione, il timing, l’asset allocation ecc.

Nonostante tutto questo l’investimento sulla nostra piazza finanziaria risulta esser stato inefficiente. E in questo caso, pazientare nel rispetto del cosiddetto “lungo periodo”, a conti fatti, non è stato utile.

Nascono alcune spontanee considerazioni ed interrogativi.

La raccolta dei “fortunati” cinquanta euro non ha rappresentato né una fatica fisica come neppure mentale ma allo stesso tempo ha contribuito ad un cambio umorale decisamente rilevante: ha rotto una consuetudine giornaliera creando un cambiamento positivo.

Un’eventuale perdita in borsa nell’arco di una giornata cosa crea? Nonostante la consapevolezza del rischio assunto sia stato ben presente nella mente dell’investitore, questa perdita inaspettata, come incide sull’andamento dell’intera giornata? Chiamereste un vostro familiare o una persona amica per condividere questo vostro insuccesso? Lascio a voi rispondere.

Voglio però fornirvi una delle mie risposte: per evitare tutto questo, che non vi auguro, ci vuole metodo. Un metodo. Un metodo che espone chiaramente i rischi e i potenziali guadagni magari prima e non – come sempre accade – dopo.

In assenza di metodo, quello che si può sperare, è trovare ogni giorno, ad ogni angolo della nostra strada, tante, tantissime banconote da cinquanta euro (e magari di maggiore valore). Ma per quest’ipotesi ritengo che le nostre strade siano forse troppo frequentate da persone.

In ogni caso, ai più audaci, auguro buona fortuna per questa loro caccia al tesoro.

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