Osservatorio finanziario n. 64

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di Stefano Masa ideatore e titolare di QuantInvest®

Il confronto tra l'”Economia” e la “Finanza”: i numeri non tornano

Il dire dell’”economia” rispetto al fare della “finanza”. L’”economia” e la “finanza”: spesso il confronto tra loro non trova una soluzione coerente. Ma quando sono i numeri a sostenere tale ipotesi ogni obiezione può passare in secondo piano, soprattutto se viene naturale sostenere che della prima – l’”economia” materia cultural-elitaria per molti – se ne parla spesso, se ne teorizza sempre, se ne argomenta troppo; mentre dell’altra invece – la “finanza” quasi sempre equivalente a tematica speculativa – se ne evidenziano i risultati più pratici ovvero il trasferimento di denaro reso concreto attraverso gli utili e le perdite realizzate.

In una recente elaborazione de “Il Sole24Ore”, sono stato sintetizzati in un’unica unità di misura – cosiddetto “indice sintetico”– otto indicatori che rappresentano lo stato di salute dell’economia di un paese: il Pil, i consumi delle famiglie, gli investimenti, la produzione industriale, i prestiti alle imprese, il debito pubblico, la povertà/esclusione sociale e il numero di occupati. Le analisi hanno preso come riferimento i dati di dieci paesi europei a partire dal 2007 al 2014 (ovvero otto anni dopo la crisi). Come specificato nella metodologia di calcolo «i dati di ciascuna variabile sono stati espressi come numero indice ponendo il 2007 pari a 100 e calcolando il differenziale rispetto all’anno base. La media ponderata dei differenziali fornisce l’indice sintetico. L’unità di misura dell’indice sono i metri che misurano la distanza tra il livello raggiunto nel 2007 indicato convenzionalmente come lo zero (livello del mare) e quello del 2014».

A seguire i dati rilevati dall’”indice sintetico” ossia l’”economia”. Oltre ad essi ho inoltre ritenuto opportuno inserire i principali indici di borsa rappresentativi di ogni paese con la rispettiva variazione percentuale avvenuta nel corso dello stesso periodo (la cosiddetta “finanza”).

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* Elaborazione “IlSole24Ore” – Centro Studi Sintesi su dati Commissione Ue, Eurostat, Bce

Apparentemente potrebbe esserci coerenza tra l’”indice sintetico” e l’andamento borsistico di ogni paese. Ma non è così.

Con doverosa eccezione per la Gran Bretagna, il cui indice azionario viene espresso in valuta locale, analizzando attentamente il confronto tra i dati “economici” e quelli “finanziari”, l’unica caratteristica comune è rappresentata dalla loro negatività, mentre la proporzionalità delle perdite registrate sui mercati azionari non trova diretta corrispondenza con l’ordine – in termini economici – dei singoli paesi.

Verificando concretamente: la Spagna ha un’economia peggiore rispetto all’Italia e al Portogallo ma questo, in termini borsistici, non si concretizza con una maggior perdita. Paradossale il caso dell’Irlanda: una “economia” peggiore di Italia e Portogallo ed una finanza migliore di quella di quest’ultimi. Discorso analogo per il confronto tra Francia, Olanda e Finlandia. La prima delle tre è migliore “economicamente” ma peggiore “finanziariamente”.

Unico paese che evidenzia una chiara coerenza tra la sua “economia” e la sua “finanza” è la Grecia.

I dati sono evidenti e parlano chiaro.

Di “economia” se ne può e se ne potrà parlare ancora per molto (come sempre si è fatto e sempre si farà). Tutto il resto è “finanza”: tematica quest’ultima che personalmente ritengo più concreta.

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