PAL e SECAM

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di Roberto Ciambrone

Quand’ero bambino, esattamente il 7 dicembre 1973, nostro padre acquistò la nostra prima televisione a colori.

Già nella seconda metà degli Anni Sessanta avevamo avuto modo di vedere i “pupazzi animati”, un programma inglese trasmesso dalla Televisione della Svizzera Italiana, grazie al fatto che al piano di sotto viveva un ingegnere della Phonola (pronunciato rigorosamente con la “p” come del Philco).

Quella però ora era la nostra TV, con lo schermo a 27 pollici, il telecomando, ben 9 canali preselezionati e l’accensione immediata.

In cantina andava il vecchio Telefunken, quello con la rotella a scatti per la frequenza dei canali VHF (da A ad H2), il pulsante laterale per il secondo canale Rai – quello che pigiavi quando sul canale nazionale compariva la freccia bianca, poi scomparsa con la separazione politica delle reti – e l’accensione ritardata.

Inizialmente l’alternativa era tra “primo, secondo e Svizzera”, che sembrava molto un menù ipocalorico, ma poi era comparsa TV Koper Capodistiria, quella con la sigla di inizio trasmissioni con il bambino con il piffero, i film in serbo, ma sottotitolati in cecoslovacco, e quelli con Silva Koscina, vestita, nel ruolo di una staffetta partigiana e gli italiani nella parte degli stronzi, perché i partigiani erano quelli di Tito, ma appena un po’ meno degli Ustascia croati.

Un bel giorno, siccome Capodistria era un TV “comunista”, si decise che per “par condicio”, si dovesse inserire anche Tele Montecarlo, che al tempo aveva il telegiornale diretto da Indro Montanelli.


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TMC era una televisione che rispecchiava i toni della più famosa e mitica Radio Montecarlo, allora rigorosamente diffusa sulla AM (credo dalle parti dei 700 MHZ), è l’icona era la trasmissione con cui, rigorosamente in francese, iniziavano le trasmissioni: «un peu d’amour, d’amitie et beacoup de musique» con i celeberrimi “Jocelyne & Sophie”, il primo poi migrato con alterna fortuna sulla Rai, e alcune presenza del mitico “Awanagana”.

Ovviamente, siccome i francesi fanno tutto secondo i loro schemi, mentre le trasmissioni della TSI, di Koper e della RAI (sebbene ancora in “prove tecniche di trasmissione”) erano in PAL, loro adottavano il SECAM e quindi TMC era in uno splendido bianco e nero.

L’ho presa larga, perché il modo in cui Renzi si muove pare molto diverso da chi lo ha preceduto, sia nel mondo della politica in generale, che all’interno del suo partito.

Al di là dei proclami e delle promesse, del consenso che il premier fiorentino pare aver riscontrato, nelle urne, allo stadio, nel paese e nel mondo, non ho ancora capito chi è PAL e chi è SECAM.

Inoltre e soprattutto, visto che non stiamo vedendo il cambiamento, non sono sicuro che ciò a cui stiamo assistendo quotidianamente sia una diretta, una differita o invece una fiction registrata.

Speriamo di capirlo mentre ci possiamo ancora permettere la televisione.

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