05/10/2012 – Liberisti cercasi

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“Fermare il declino”: mi piace il nome che si concentra al presente e all’azione e che non riecheggia futuri possibili, frusti furori patriottici o vuoti riferimenti plastico – parlamentari.

Mi piace la figura di Nosferatu Giannino, apprezzo  la sua capacità di esprimersi in modo sintetico ed adamantino. E sono un lettore, penso attento, di quanto scrive Luigi Zingales.

Giovedì 27 settembre ho partecipato all’evento di presentazione del movimento al teatro Dal Verme di Milano, sono rimasto colpito dal numero dei partecipanti e dalla concretezza di alcune argomentazioni sostenute dai relatori.

L’incontro con Giannino e Zingales mi ha fatto venire voglia di riprendere gli appunti che ho ricavato da uno dei libri di massima divulgazione di Milton Friedman “Capitalism and freedom” che posseggo nella traduzione italiana dal bizzarro titolo Efficienza economica e libertà.

Alla base di questo testo di natura divulgativa vi sono due assunti:

1) la libertà economica fonda (nel senso che viene prima) la libertà politica;

2) non vi sono problemi etici al di fuori di quello del rapporto del singolo individuo con la propria individuale libertà.

Fuori da questi assunti, fuori da questo tracciato, nulla esiste. Riferimenti solidaristici, orientamenti comunitari, assunti libertari, scelte etiche  altre rispetto a quelle dell’efficienza economica, non vengono presi in considerazione.

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È un approccio “duro” alla realtà  ma, in sostanza, ricalca il più aulico assunto di Adam Smith per il quale  se mangiamo pane fresco la mattina non è per la bontà del panettiere, ma per il suo desiderio di guadagno.

Da parte sua Luigi Zingales in Salvare il capitalismo dai capitalisti, scritto con Raghuram G. Rajan, riconosce nell’ establishment capitalista il nemico del paradigma liberista. Quest’ultimo, infatti, proprio nel suo procedere determina a livello sociale frange di perdenti o “disagiati” che, ribellandosi  alla “distruzione creatrice” liberista,  si trasformerebbero in incoscienti puntellatori  dell’establishment capitalista.

A questo livello l’estremismo liberista di Zingales concorda con lo svelamento dell’ideologia del libero mercato praticata da Braudel per il quale la forza dell’ establishment capitalista sta proprio nell’impedire che si formi un vero mercato concorrenziale. . .

In questo senso l’invito di “Fermare il declino” a superare le contrapposte posizioni di destra e sinistra in nome della ricerca  del “merito” mi appare auspicabile e condivisibile.

Nel corso della Kermesse anche Zingales si è lasciato andare a semplificazioni e approssimazioni che non ho condiviso come quella di identificare il dibattito economico a sinistra secondo i dettami della “decrescita“, oppure nell’ironizzare sulla matrice keynesiana degli economisti italiani.

Per finire una constatazione e una domanda senza risposta. La constatazione: i liberisti, come i comunisti, hanno il pregio di vivere in un loro mondo dal quale pare impossibile cogliere i liberismi e i comunismi reali e i loro tragici approdi.  La domanda: quanti liberisti, senza se e senza ma, esistono in Italia e nel mondo?

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