11/03/2013 – Il cranio di Santa Natalia

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Ieri sera mi sono addormentato dopo aver letto queste parole: «The glacier knocks in the cupboard / The desert sighs in the bed,/ And the crack in the tea-cup opens/ A lane to the land of the dead».

Adesso, mentre faccio colazione, sento uno alla radio che dice: «Noi siamo pronti a fare una rivoluzione culturale. La rivoluzione culturale presuppone che noi siamo fermi su quelle che sono le cose che abbiamo detto»…

«And the crack in the tea-cup…»: osservo che anche la mia tazza, che è quel che rimane di un bel servizio regalatomi da una anziana signora che si ritirava in ospizio, presenta una crepa.

A quest’ora anche Benedetto XVI sta facendo colazione con il sottofondo «della prediletta musica classica». A mezzogiorno «pranzerà assieme alla “famiglia” (Georg, Alfred, e le quattro memores) e, dopo un breve riposo, alle sedici  reciterà il rosario passeggiando nei giardini di Castel Gandolfo».

«Al rientro nel palazzo si immergerà nella lettura dell’Estetica teologica di Hans Urs von Balthasar. A cena una minestrina e un secondo, mezz’ora di telegiornale, quindi un po’ di pianoforte e presto a letto»: il Golgota è trasformato nell’interno  borghese in cui risuonano le note dello «Steinway & Sons – recentemente accordato – a mezza coda nero, suonato da Benedetto XVI nei momenti di relax».

Come tutto questo relax, questo spostarsi in elicottero, questo suonare il pianoforte alla sera dopo cena, possa essere presentato  come  «il  gesto rivoluzionario e profetico che ha cambiato la Storia della Chiesa e del mondo» non riesco  a spiegarmelo.

Rispetto a tutta la retorica raccolta in volume al prezzo di sei euro e novanta, lo «studio materialista delle organizzazioni religiose» offerto dal comunista Guido La Barbera mi risulta più comprensibile. Secondo lo studioso materialista, il “grande rifiuto” – sarebbe connesso alla crisi di “vocazioni” per la quale «nell’arco di due generazioni si giungerebbe al dimezzamento della forza attuale in Europa, da circa 200 mila a 100 mila tra preti diocesani e religiosi».


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«Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente»: diceva Mao Tse Tung. «Grande è la confusione sotto il cielo»: borbotto tra me e me… mentre l’occhio mi cade su alcune frasi di un articolo di cronaca: «un collaboratore del parroco… ha notato che la maschera in argento che copre il volto della santa aveva una posizione strana… e si è accorto di un fatto tanto incredibile quanto impensabile: qualcuno si era impadronito del cranio di Santa Natalia…».

Così, nelle pieghe della cronaca, anzi, della cronaca nera, spuntano il sacro, la devozione e la fede capaci di sfidare leggi e convenzioni.  Sembrerebbe infatti che il cranio di Santa Natalia non è stato rubato per estorcere denaro ma per essere sistemato in qualche chiesa di qualche «sperduto paesino della Moldavia o della Romania».

In questo momento il cranio di Santa Natalia, magari impacchettato con i fogli del “Corriere” che parlano del «gesto rivoluzionario e profetico che ha cambiato la Storia della Chiesa e del mondo» sta varcando la frontiera austriaca diretto a Est.

Verrà accolto da persone molto simili a quelle che incontro appena fuori di casa: un padre, una madre e una bambina Rom che si tengono per mano e camminano con passo sicuro incuranti della confusione, che è grande, sotto il cielo.



* «Nella credenza scricchiola il ghiacciaio/il deserto sospira dentro il letto,/e nella tazza la crepa dischiude/un sentiero alla terra dei defunti».

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