16/07/2012 – Roma, 14 luglio 1948

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Stamane, verso le ore 11,30, mentre l’onorevole Togliatti usciva dalla porta del palazzo di Montecitorio, in compagnia dell’on. Leonilde Jotti, veniva affrontato da un giovane, che poi si è appreso essere tale Antonio Pallante, studente universitario venticinquenne, il quale gli sparava contro alcuni colpi di rivoltella – sembra quattro – tre dei quali lo raggiungevano in varie parti della regione toracica.

Roma, 14 luglio 1948, pomeriggio. Incidenti a Roma, morti a Napoli, Livorno e Genova: il paese è sull’orlo della guerra civile.

Briancon, 15 luglio 1948, pomeriggio. Il “vecchio” Gino Bartali stacca sul colle dell’ Izoard  Bobet e Robic. Vince con distacco la tredicesima tappa del Tour de France.

Aix-les-bains, 16 luglio 1948, pomeriggio. Il “vecchio” Gino Bartali vince per distacco la quattordicesima tappa del Tour e indossa la maglia gialla che conserverà fino a Parigi.

Roma, 16 luglio 1948, sera: Ci sono più motivi per stringersi intorno al “vecchio” Bartali che per farsi ammazzare nelle strade.

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Milano, 28 giugno 2012 tardo pomeriggio. Una volta avevo dei collaboratori che impostavano le operazioni. Adesso, da bravo consumatore produttore, faccio tutto da solo: è il mio modo di incrementare nel mondo la quantità di lavoro non pagato. Mi sono messo corto a leva sul Bund, lungo sul debito italiano e mi sono riempito di azioni di una banca. Una volta argomentavo le mie scelte. Adesso mi muovo nel mercato come un terrorista in metropolitana: irriconoscibile tra pensionati, casalinghe, giocatori con problemi di dipendenza, studenti aggressivi che conoscono l’inglese, impiegati occhialuti che cercano di arrotondare lo stipendio . . .

Varsavia, 28 giugno 2012, tarda sera. Europei di calcio: Italia contro Germania.  Ventesimo del primo tempo. Cross al centro di Cassano, Balotelli si alza e schiaccia in rete. Italia 1 Germania 0. Trentaseiesimo del primo tempo: lancio lungo di Montolivo, Balotelli s’invola verso la porta e scarica una fiondata che pare sfondarla: Italia 2 Germania 0.

Milano, 28 giugno 2012, notte. Milano. Tifosi festeggiano rumorosamente la vittoria della Nazionale.

Bruxelles, 29 giugno 2012, alba. Monti: «L’Italia ha ottenuto ciò che voleva».

Milano, 29 giugno 2012, mattino. Le redazioni dei quotidiani concordano nell’assegnare la palma dell’ eroe nazionale a Mario Balotelli, Mario Monti e  Mario Draghi. Il corto a leva sul Bund fa il suo dovere, ma il mercato non è ancora partito.

Milano, 29 giugno 2012,  mezzogiorno. Si susseguono i toni trionfalistici: «Monti ha salvato l’ Europa», «È un Mario Monti estremamente soddisfatto» «Monti leader pro-crescita», «Vittoria di Mario Monti». Il mercato traccheggia.

Su belli assaggiate il boccone. . .

Milano, 29 giugno 2012, primo pomeriggio. Il mercato strappa verso l’alto. Tutti i miei titoli sono irrefrenabili. Vedo i numeri che scorrono sul video. Per un momento penso che i dati siano inaffidabili.

Milano,  29 giugno 2012, tardo pomeriggio. Mercati chiusi. Nella cella M29 della pagina di Excell dal titolo “Riepilogo”, leggo quanto ho fatto. È solo un numero in grassetto nero su sfondo verde. In questo mondo non ci sono monete d’oro da mettere in un forziere e da seppellire. C’è solo un numero in grassetto nero su sfondo verde. Lo divido mentalmente per un ipotetico stipendio mensile: ce n’è abbastanza…

Madrid, 29 giugno 1930, tarda mattinata. John Maynard Keynes pronuncia l’incipit della sua conferenza  “Prospettive economiche per i nostri nipoti”:

«In questo momento siamo affetti da un grave attacco di pessimismo…»

Milano, 30 giugno 2012, alba. Ho letto che a Roma c’è una prima edizione del Manifesto del Partito Comunista. È cucita insieme a due manuali, forse di falegnameria, a una guida della California e al calendario delle partenze via mare dalla Germania verso l’America. Il proprietario, un operaio tedesco,  ha inteso cucire in un unico libro tutto quello che gli serviva.

Assegno un nome al proprietario del vademecum: Helmut.

Helmut parlava poco, schifava il potere e soprattutto non si faceva incantare da quelli con cravatte sgargianti. Confidava nella sua competenza, presidiava i propri limiti e sapeva che avrebbe guadagnato un mondo.

Kiev, 1 luglio 2012, sera. «Schiacciante 4-0 della nazionale spagnola contro gli azzurri rimasti in 10 al 61′. I calciatori italiani in lacrime a fine partita. Buffon: “Un grazie ai tifosi italiani”. Monti: “Una magnifica avventura”».

Milano, 3 luglio 2012, mattino. Prendo profitto. I giornali descrivono le caratteristiche dei provvedimenti decisi a Bruxelles . . .

Milano, 4 luglio 2012, mattino. Il mercato cede vistosamente.

Milano, 6 luglio 2012, sera. Il mercato è crollato. Balotelli è ritornato ad essere un nero con accento bresciano, Mario Monti è di nuovo un antipatico inconcludente e Mario Draghi, che capisce le cose, è impotente.

Milano, 6 luglio 2012, notte. Penso a Helmut. Il mio lavoro è meno concreto del suo, conosco il Manifesto quasi a memoria e i miei limiti mi sono noti al punto che ho imparato a non sbatterci contro. A differenza di Helmut io non ho un mondo da guadagnare. Per quanto mi sforzi niente di ciò che faccio possiede l’essenziale grandezza dei suoi atti.

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