18/06/2005 – Qualche domanda sull’educazione finanziaria

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Esiste un termine più balordo di “educazione finanziaria”? E, ammesso e non concesso, che il termine non vi appaia così sgradevole, pensate veramente che “educare” i risparmiatori possa metterli nella condizione ottimale per ben investire e difendersi da ogni sopruso perpetrato ai loro danni?

Vi siete accorti di come nella comune percezione “risparmiare” sia divenuto sinonimo di investire? E se sì, vi siete chiesti perché?

Perché esiste un’inesauribile quantità di esperti di investimento e praticamente non esistono esperti nell’arte del risparmiare?

Quali sarebbero i contenuti dell’educazione finanziaria? E i suoi insegnamenti? E chi sarebbe il soggetto dotato di tanta autorevolezza per ricoprire il ruolo di docente?

Saranno gli esperti di comunicazione che ci insegneranno a sfuggire alle trappole che con solerzia e professionalità ci tendono ogni giorno?

I regolatori, i controllori ci spiegheranno come l’imponente palinsesto normativo approntato per difendere il risparmiatore  favorisce lo scarico di  responsabilità da parte degli intermediari?

I rappresentanti delle istituzioni bancarie saranno convincenti nel presentarsi come parte lesa oggetto di campagne denigratorie?

I tecnici verranno a dirci che nel mondo della finanza l’innovazione non esiste e ci insegneranno ad essere sospettosi delle nuove idee?

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E i commerciali ci illustreranno il principio fondamentale per il quale le maschere si vendono a Carnevale e che la quota di mercato è ben più importante della pruderie educativa?

Verremo istruiti sull’arte dell’occultamento delle commissioni? Impareremo a distinguere commissioni lecite da speciosi balzelli di matrice medioevale? Sapremo calcolare l’applicazione delle commissioni di performance?

In poche parole i probabili educatori saranno in grado di educarci a riconoscere la loro mala educazione?

E alla fin fine, siamo proprio convinti che questo tipo di educazione serva a qualcosa?

Da qualche giorno ho iniziato a comporre un elenco di parole che mi sforzerò di mai più pronunciare. Alle  parole “post moderno”, “situazione liquida”, “nuovo paradigma”, aggiungo “educazione finanziaria”.

 

 

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