29/11/2012 – Miracoli

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Che gente era quella che credeva ai miracoli? E quella che coglieva il numinoso nello svolgersi della vita quotidiana? E, ancora, quella che, accedeva alla iniziazione e quindi alla vita ponendosi di fronte al simbolico?

Un’umanità, si dirà,  infantile, stupefatta, paurosa, tremante, affamata, sporca e che moriva giovane. Un’umanità rispetto alla quale il nostro attuale presidio del mondo e della vita giustifica il senso di una progressiva ascesa verso un concreto benessere.

Un’umanità collocata nel basso e nel fuori da noi, di uno stadio primordiale, che noi, elevati ed evoluti guardiamo attraverso la lente culturale della descrizione, della registrazione e della classificazione alla stessa maniera di un insetto e di un bulbo.

Nel presente “denarratizzato” ci si muove nel mondo in confidenza di tattiche elementari di correlazione: se succede questo avremo quest’altro. In finanza l’individuazione di correlazioni risponde ad una brama di riferimenti predittivi degli andamenti di mercato e  sviluppa “a posteriori” improbabili leggi universali.

In questo modo il dollaro Americano è negativamente correlato con l’oro, la sterlina inglese ha una marcata correlazione positiva con il petrolio e il franco svizzero è  “direttamente proporzionale” (sic) a guerre e periodi di incertezza politica…

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Ora, senza scomodare Karl Popper, il presidio del mondo per correlazione segna veramente una evoluzione rispetto allo stare nel mondo cogliendo miracoli?    L’individuazione di correlazioni e la loro successiva cristallizzazione in leggi ci emancipa dal disagio e ci affranca dalla paura?

Confidiamo in un senso di marcia, ma non vi è garanzia di un procedere  per il quale il raggiungimento di uno stadio superiore elimini l’inferiore.  Il proseguire  e il ritornare sono entrambi possibili.  E l’uomo del miracolo, del nume e del simbolo è “dentro” l’uomo della correlazione e dell’induzione…

La crisi, che è norma e non accidente, ha un effetto di silenzioso svelamento diverso dalla rumorosa e tronfia immagine della “distruzione creatrice”: la crisi dice a tutti, indistintamente, che anche la vita può non vivere. La crisi dice che le leggi che anticipavano, ispiravano i fatti sono semplici errate indicazioni e che i fatti… «hanno la testa dura».

Parafrasando Pascal: alla fine veri al mondo sono solo i miracoli:

«…Se direte a questo monte: levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà…».

« . . .c’è una notevole assenza di propulsori rialzisti emessa dalla coppia euro/dollaro, per cui prevediamo un periodo di consolidamento ribassista…».

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