Cappuccetto rosso e l’appuntito baffo di Avida Dollars

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(18/11/2011)

Se il “provvedere” si riducesse ad onorare una cambiale sarebbe improprio parlare di  uomini della provvidenza.  Certo, c’e calcolo di convenienza (che le mani nelle tasche del popolo ce le metta il severo istitutore) ma i passi indietro dei politici son cosa fatta e cosa fatta è il  governo conformato ai voleri di una parte dell’Europa.  E, se riuscissimo a non guardare dove i maghi dello scassato circo della finanza ci dicono di guardare, cioè, allo spread BTP/BUND, potremmo cogliere che il cominciamento del governo “tennico” non è così male. Infatti, oltre al per noi umiliante e stressante confronto BTP/BUND, che  di contro delinea di giorno in giorno lo splendido isolamento germanico, esiste quella pratica che si chiama “getta sul lastrico il tuo vicino”, nella quale nelle ultime trentasei ore abbiamo ben figurato ai danni di Spagna, Francia, Austria e Belgio.

Inutile arrovellarsi. Tutto ciò che è correttivo, dagli istituti di pena giù giù fino agli apparecchi ortodontici, passando per le manovre finanziarie, non favorisce la spontanea crescita. I sacrifici si trasformano in quella recessione di cui parliamo intravedendola in un qualche futuro, mentre, in realtà, lei, sorniona, è già accoccolata sulle nostre ginocchia.

Se capovolgessimo la lettura dello spread BTP/BUND, l’ansia relativa al costo dei nostri debiti si trasformerebbe in rabbia. Coglieremmo in un istante  l’aberrazione di  una Germaia che si finanzia a due anni all’offensivo tasso dell 0,30% annuo… E allora potremmo dirlo forte: così non si può andare avanti!

Nonostante rappresentanti a vario livello dell’establishement politico finanziario tedesco quasi quotidianamente ripropongano il mantra del “no pasaran” e di una BCE mummificata  nella lotta contro i mulini a vento dell’inflazione, riteniamo che la rotta di salvezza sia una e una sola. Il modello è noto: i peccatori confessano le loro colpe, scontano la penitenza del sacrificio e della recessione,  in cambio ottengono il perdono e la salvezza di una BCE prestatore di ultima istanza. I peccatori stanno facendo la loro parte; confessori e sanzionatori operano a ciclo continuo; l’assolutore si fa attendere…

In attesa dell’assoluzione e della Fedizzazione della BCE ricordiamo che Henry Kissinger, – uno che se ne intende, membro di quella  Trilateral  ormai più famosa del Pickwick Club – sostiene che la grande quantità di informazioni a nostra disposizione rende difficoltoso se non impossibile definire sia le tendenze di fondo che muovono il mondo, sia la direzione che esso in progressione assume.

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Anche se ne riteniamo la ricerca un buon modo di trascorrere il tempo, non crediamo che dietro le cose vi siano delle “cose in sé”  più vere.  Pur apprezzando Marx, Braudel e quanti ci indicano livelli di realtà  in cui  è  possibile cogliere il significato della vita economica  che non ci è possibile cogliere stando “nella sfera rumorosa che sta alla superficie” , continuiamo a confidare  nel fatto che “l’apparenza non nasconde l’essenza”  ma, al contrario “la rivela”.

Cosa rivelano le parole, i pareri, i consigli, le analisi, le soluzioni, i quesiti relativi all’attuale situazione economica?  Sostanzialmente tre cose:

Primo: noi crediamo che il nostro mondo sia dato una volta per tutte. Che niente possa scalfirlo in modo irreversibile. Siamo convinti che, prima o poi, attueremo qualcosa che raddrizzerà la situazione. Questo orientamento, socialmente trasversale, si manifesta quando ai fatti concreti vengono contrapposte parole dalla consistenza schiumosa: credibilità,  onorabilità, trasparenza, o, quando, il complesso riferimento alla rappresentanza cede alla necessità dell’uomo della provvidenza.

Secondo: noi descriviamo la crisi come una “peste” ma parliamo di cure per l’influenza, cioè per quel male che fra  “ tutti i mali che avvicinano gli umani all’unica certezza di  questa vita, la morte, è il più confotevole”.  In antitesi alla paura che trova il suo sfogo nella drammatizzazione della parola emerge  il desiderio di una “ristrutturazione tranquilla” attraverso  la quale  con un po’ di espansione economica e un po’ di inflazione, smaltire la sbornia del debito accumulato.

Terzo: esibiamo le fattezze di Cappuccetto Rosso ma sotto sotto spunta sempre Avida Dollars. Le nonnine, le casalinghe, i marescialli in pensione, i manager rampanti e gli affermati professionisti che stanno subissando di richieste gli esperti circa l’eventualità di sottoscrivere titoli di stato sono tutti patrioti? Forse. Ma, al 7% di interesse,il patriottismo è ancora tale?

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Ci risulta più facile parlare di “lacrime e  sangue” che ricercare “il pane e le rose”. Con fervore melodrammatico evochiamo “il pianto e lo stridor di denti”,  la forza dello sguardo puntato sull’oggetto della nostra paura ma, dalla notte dei tempi, ci distraiamo  davanti  “alla scimmia ammaestrata che indovina il pensiero (…) all’apparecchio per dimenticare i cattivi ricordi e all’ impiastro per perdere tempo”.

Citazioni da: Karl Marx, Geminello Alvi, Gabriel Garcia Marquez.

Immagini da, Botticelli, La Nuda Verità e la Penitenza, particolare de La Calunnia. “Avida Dollars” è anagramma bretoniano di Salvador Dalí.

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