Angelo Ciocca contro il terrorismo islamico – L’interrogazione sulle armi

di Edoardo Varini

Ci sono molti modi di svolgere la funzione di europarlamentare. Il più scomodo, ma anche il più utile per il proprio Paese, è quello di rivolgere al Parlamento interrogazioni scomode ma utili, chiarificatrici, imprescindibili.

Quella che state per leggere l’ha presentata l’on. Angelo Ciocca, l’11 gennaio di quest’anno. Oggetto: Direttiva armi.

«Nel mese di dicembre, ai mercatini di Natale di Strasburgo, in Francia, è avvenuto l’ennesimo attacco terroristico con arma da fuoco che ha causato cinque vittime e decine di feriti.

Questa triste vicenda ha messo in luce l’inutilità della tanto discussa direttiva europea 2017/853, la c.d. direttiva armi, che impone restrizioni ai legali detentori di armi, con il fantasioso obiettivo di contrastare il terrorismo in Europa.

 La Francia, pur avendo recepito tale direttiva in modo estremamente rigoroso, è stata ancora una volta il drammatico teatro di un atto terroristico da parte di un criminale che sicuramente non appartiene alla categoria dei legali detentori di armi da fuoco e che dimostra, ancora una volta, quanto tale restrizione normativa sia soltanto un’azione cosmetica e non di contenuto.

 Quanto accaduto ha dimostrato che la direttiva armi è inutile al contrasto del terrorismo in Europa e che la sua applicazione crea solamente difficoltà ai detentori di armi che rispettano le regole, mentre le reali azioni di contrasto al terrorismo devono essere intraprese seriamente e con urgenza.

 Alla luce di quanto precede, può la Commissione riferire quali azioni intende intraprendere per garantire la sicurezza dei cittadini europei e riferire in che modo la direttiva armi sta perseguendo i suoi obiettivi?».

Ma che cosa è accaduto a Starsburgo, la “città bomboniera d’Alsazia”? Che cosa è accaduto la sera dell’11 dicembre tra gli storici mercatini di Natale in rue des Orfevres?

Sono le 20, tutte le luci accese, tutti i locali pieni. È festa, è la nostra festa, è Natale. È l’attesa del Natale, il momento più sacro, il momento fondante il Cristianesimo.

Ci hanno insegnato prima a relativizzare la nostra identità, poi ad annichilirla ed infine a negarla, come una colpa. Le nostre radici, estirpate dal terreno della nostra coscienza come fosse niente, come il sacrificio a qualche idolo stolto prescelto per abbatterci.

Non sto parlando di fede personale. Non occorre averne per comprendere lo scempio.

Non sto parlando di qualcosa di soggettivo, sto parlando di storia. Sto parlando di quella successione di eventi che sono al contempo espressione di un popolo e dei suoi ideali. Sto parlando delle grandi cattedrali che al volgere del XIII secolo imbiancano l’Europa, pressoché simultaneamente, e che fanno di essa quella che essa è ora.

Quella che dovrebbe essere ora. E non è. E deve tornare ad essere. Si diano pace i suoi vili odiatori.

Sono le 20 delll’11 dicembre, un uomo sui trent’anni dai tratti nordafricani estrae un coltello e si mette a correre gettando lo scompiglio. Grida, pianti, orrore. L’uomo con il coltello grida: «Allah Akbar», «Allah è il più grande», e si mette a sparare, alla testa, per ammazzare uomini come si ammazza un maiale.

Dicono che il terrorismo non è islamico, ma questo assassino sparava in testa a uomini per ammazzarli come si ammazza un maiale. E lo faceva tra i cristiani, al tempo della loro festa.

Tre li ammazza subito, un ex impiegato di banca francese in pensione, un 45enne turista thailandese, un quarantenne afghano.

Uno lo ammazza tre giorni dopo avergli sparato alla testa. Ancora. Alla testa. Un giovane giornalista trentino che lavorava per la radio universitaria Europhnica, Antonio Megalizzi.

Il sanguinario nordafricano naturalizzato francese, il 29enne Cherif Chekatt, già schedato come fondamentalista islamico, con precedenti per furto e droga, quel che si dice una brava persona, ha ferito altre 14 persone, perché non sempre a colpi di coltello ed arma da fuoco riesci ad uccidere.

I gendarmi francesi hanno trovato nel suo appartamento una pistola calibro 22 pronta a sparare, granate e coltelli.

Questo malgrado la Direttiva armi dell’Unione Europea. È questo che ha inteso evidenziare il Deputato al Parlamento Europeo Angelo Ciocca con la sua interrogazione.

Angelo disse il giorno dopo: «È inaccettabile e non possiamo fare finta di niente davanti ad un’Europa e ad un governo, quello francese, incapace di proteggere i cittadini… Non possiamo continuare i lavori come se niente fosse. Venga qui Macron a spiegare come sia possibile che un criminale schedato dalle forze dell’ordine francesi e tedesche e con oltre 20 condanne alle spalle, possa agire indisturbato nel cuore dell’Europa, togliendo la vita a cittadini innocenti».

La risposta scritta alla sua interrogazione non è mai arrivata.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *