Angleo Ciocca: «L’economia italiana mi preoccupa perché è in mano a un’Europa che sbaglia»

di Edoardo Varini

«Il dato dell’economia la preoccupa?» chiede all’europarlamentare leghista Angelo Ciocca la giornalista della trasmissione televisiva Agorà. «Il dato dell’economia mi preoccupa perché siamo in mano a un’Europa che sbaglia. Mi preoccuperò meno dopo il 26 maggio, se riusciremo ad avere un’Europa non in mano alla finanza speculativa ed agli interessi economici».

Eccolo là, il solito leghista populista e sovranista che le spara grosse per vincere le elezioni a botte di demagogia. Vuoi mettere l’aplomb degli ex presidenti del Consiglio Letta e Prodi intervenuti ieri sul palco allestito al pavese Collegio Borromeo per santificare la necessità dell’Unione Europea?

Ma fin qui potremmo anche essere d’accordo, laddove le visioni divergono è sulla politica economica che è fatta di scelte e priorità precise non di ideale.

Un conto è credere che un’Europa unita possa meglio affrontare le sfide della globalizzazione e tutt’altra cosa è cedere le propria sovranità politica ed economica alla BCE. Perché è questo che ha significato fino ad oggi per l’Italia l’appartenenza alla Comunità.

Se noi abbiamo un debito pubblico ancora crescente ed un Pil ostinatamente decrescente come possiamo pensare di superare questo duplice ostacolo con la stessa ricetta della Germania, il cui Pil cresce ad una velocità quintupla del nostro (1% rispetto allo 0,2%)?

È del tutto evidente che il rigore di bilancio non consente di investire quanto si dovrebbe. Gli stati uniti negli ultimi 10 anni sono cresciuti dl 10% in più rispetto all’Europa, perché? Forse perché hanno adottato una politica opposta?

Dunque fanno benissimo Letta e Prodi a sostenere che senza Europa saremmo una colonia di Stati Uniti, Cina o Russia, ma l’idea divenuta ormai tragicamente tangibile che con questa Europa finiremo nella schiavitù della povertà ogni tanto balena nelle loro forse non così illuminate menti?

 

 

 

 

 

 

 

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