Approvato ieri alla Camera il disegno di legge sulla riforma della legittima difesa

Angelo Ciocca, parlamentare europeo (Lega): «Chiunque venga a delinquere nel nostro Paese deve sapere che se se lo fa deve essere disposto a morire».

di Edoardo Varini

Approvato ieri alla Camera il disegno di legge sulla riforma della legittima difesa: 373 voti a favore, 104 contrari e 2 astenuti. La riforma dovrebbe passare ora senza difficoltà anche al Senato.

Il ddl introduce sostanzialmente tre modifiche: due al testo dell’articolo 52 del codice penale, in cui si specifica che la proporzionalità tra offesa e difesa «sussiste sempre» se l’aggressione avviene in casa o sul luogo di lavoro; l’altra è l’aggiunta di un quarto comma che sancisce che la difesa «è sempre legittima» nel caso in cui qualcuno stia respingendo un’intrusione «con violenza o minaccia».

La terza modifica riguarda l’articolo 55, in cui si parla del reato di eccesso colposo di legittima difesa, un reato che secondo la nuova norma non può sussistere se ci si sta difendendo nella propria abitazione.

Il concetto di fondo è che a fronte alle sempre più frequenti aggressioni di cui sono vittime i cittadini italiani viene consentito loro di difendersi anche con le armi, dal momento che ogni volta che qualcuno si introduce nella nostra abitazione possiamo solo sapere che ha intenzioni malevole e non certo porre dei limiti a questa malevolenza. Non ci è dato sapere in anticipo se l’intruso si limiterà a rubare o proverà ad ucciderci o a violentare le nostre donne.

Quella sulla legittima difesa è sempre stata una battaglia della Lega, perché va da sé che non esiste libertà nella paura e perché non sta scritto da nessuna parte che quello italiano debba essere un popolo di imbelli.

Come dice il parlamentare europeo Angelo Ciocca, da sempre in prima fila su questo tema: «L’illegalità produce tragedia» e aggiunge: «Chiunque venga a delinquere nel nostro Paese deve sapere che se delinque o se ruba deve essere disposto a morire».

È un messaggio forte, è un messaggio antico. È un messaggio che, anche se ce lo siamo dimenticati, è il presupposto stesso della civiltà, che nasce laddove qualcuno si pone con fermezza a fermare la barbarie.

Se ad essere minacciata e l’incolumità dei nostri cari, chi può impedirci di difenderla con ogni mezzo?

Esistono delle statistiche che evidenziano come la delittuosità degli stranieri sia percentualmente superiore a quella degli italiani.

Nella relazione al Parlamento per l’anno 2017 rilasciata dal Ministero dell’interno leggiamo:

«La popolazione straniera residente nel 2017 sul territorio nazionale, 5.144.440 persone, rappresenta l’8,51% del totale. Le comunità straniere più numerose sono quella romena con 1.190.091 residenti, quella albanese con 440.465 residenti, quella marocchina con 416.531 residenti, quella cinese e quella ucraina, rispettivamente con 290.681 e 237.047 residenti.

Analizzando i dati relativi all’azione di contrasto effettuata sul nostro territorio dalle Forze di Polizia, nell’anno in esame, si riscontrano 262.235 segnalazioni, riferite a persone denunciate ed arrestate, a carico degli stranieri resisi responsabili di attività illecite, pari al 29,85% dello specifico totale generale; il dato risulta in aumento rispetto a quello del 2016 allorquando le segnalazioni erano state 261.244, pari al 29,23% del totale».

 Un rapido calcolo: dal momento che la popolazione italiana è di 60,59 milioni di persone, possiamo dire che i 5.144.440 ne rappresentano l’8,3%. Ma quando andiamo a vedere il peso percentuale dei delitti commessi da stranieri saliamo a quasi il 30%: per l’esattezza al 29,85%.

Di conseguenza il nesso tra criminalità e stranieri esiste eccome, ed è del tutto evidente che riguarda principalmente gli stranieri che risiedono in Italia illegalmente.

L’onorevole Angelo Ciocca non sbaglia dunque quando ripete che «L’illegalità genera tragedia». E forse bisognerebbe che la si smettesse di nascondere una palese verità. Ancora dalla relazione al Parlamento per l’anno 2017 ed avente come tema le rapine:

«Le segnalazioni riferite agli stranieri denunciati e/o arrestati nel 2017 (7.669) per tale reato rappresentano il 37,28% del totale per lo specifico delitto. Il maggior numero di segnalati ha riguardato i marocchini (1.720, pari al 22,43% degli stranieri ed al 8,36% del totale), seguiti dai romeni (1.302, pari al 16,98% degli stranieri e al 6,33% del totale), dai tunisini (663, pari all’ 8,65% degli stranieri e al 3,22% del totale) e dagli albanesi (551, pari all’ 8,18% degli stranieri e al 3,2,68% del totale)».

Affrontare la realtà è il solo modo di rispettare se stessi e gli altri e la cosa più saggia e ragionevole per un politico. Angelo ne è la prova.

 

 

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