A quelli che gli altri sono incoerenti, e si presentano con la coerenza dei cazzari

di Edoardo Varini

Questa mattina, al caffé, do la solita occhiata alla “Provincia Pavese”, e vedo la foto di Gian Marco Centinaio che esce dal tribunale. Che cammina, ma evinco dall’articolo abbia il tribunale alle spalle.

L’articolo parla di una sua questione privata, legata alla separazione. Quelle cose che abbiamo vissuto in tanti e che sono talmente dolorose, sempre, che tentiamo di esorcizzarle con commenti da uomini navigati che servono in realtà soltanto a ritrovare la parvenza di un sorriso da ostentare al prossimo.

Ma quando una famiglia si divide si soffre tutti, per un tempo talmente lungo da coincidere talvolta con la vita.

Con buona pace degli avvocati che ci campano, il ridurre la cosa a comunicazioni e spesso minacce ed ingiunzioni legali, ha qualcosa di una inciviltà assoluta, irredimibile, ferale, ottusa.

Dunque, giornalisti, se proprio avete necessità di farvi i cazzi del prossimo, fatelo con rispetto.

In primo luogo della verità, riportando le dichiarazioni ed i fatti correttamente.

In secondo luogo, delle persone, evitando strumentalizzazioni di ogni sorta, in questo caso politiche.

Ma come, un leghista sostenitore della famiglia tradizionale che si separa?

Ebbene? Qualcuno fra voi è a favore della miseria umana perché non riesce ad essere sempre spiritualmente nobile? O della stupidità perché talora o forse sempre è stupido?

Che da uomini abbiamo tutti dei limiti e non sempre sappiamo essere all’altezza di nostri ideali è un’acquisizione che fate ora leggendo?

La contraddizione dov’è? Nell’essere umani? O è più in contraddizione chi esige dagli uomini una disumana coerenza? E magari dal pulpito di una sequela di menzogne?

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