Sfrattare gli eurocrati porgendo loro lo scatolone per il trasloco: alla maniera di Angelo Ciocca

Vi sono molti sedicenti intellettuali – solitamente dall’ignoranza crassa di chi pensa che la cultura sia l’avvicendarsi di perbenismo e sbrago e mai, ma dico proprio mai, la lucida e misurata esposizione di un pensiero eterodosso (vedete che non ho scritto “di sinistra” ma ci siete arrivati da soli) – che sono certi del primato della parola.

Vi sono altri che amano la vita e la gente e sanno che se una cosa arriva agli occhi alla pancia e al cuore senza troppe tiritere è anche meglio. E vale anche per il messaggio politico.

Lo sa per certo l’europarlamentare pavese Angelo Ciocca, celebre per i suoi coup de théâtre. L’imprevisto che attrae l’attenzione e che sposta o potrebbe spostare le cose.

Un parlamentare che alla penultima plenaria del Parlamento Europeo si presenta con uno scatolone per sfrattare gli eurocrati dai tanti sprechi fa un colpo di teatro, e magari fa capire le cose meglio che se avesse fatto una paludata tiritera.

Prego, quella è la porta. Andate a sprecare i soldi vostri. I troppi che vi abbiamo dato. AI nostri pensiamo noi.

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