Che cosa è fake, Maria Elena? Tu lo sai?

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Che cosa è fake, Maria Elena? Tu lo sai?

Impazzano le fake news, le “bufale”. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha dichiarato: «Penso non ci siano più dubbi che esista il pericolo che le elezioni italiane siano contaminate dalle fake news». L’ex presidente del consiglio ed attuale segretario del Partito Democratico e gran ciarliere e sommo seminator di panzane Matteo Renzi promuove una legge ad hoc ed una commissione di inchiesta per capire chi mai si nasconda dietro la montagna di palle e strapalle che nuotano nel Web come fittissimi banchi di ipercinetiche sardine.

Curioso è – ma fino a un certo punto – che né a Laura né a Matteo venga da chiedersi se siano fake pur essi. Se in un modo in cui è richiesta verità non sarebbero interrotti, non dirò alla prima sillaba: alla quarta?

La politica non è mai stata il luogo della sincerità, che è poi la parola con cui si indica la verità dei nostri pensieri. Poi esiste la verità fattuale, quella che il fact checking dovrebbe appurare, ma anche qui non appena i fatti diventano importanti, qualcosa al di là del Rischiatutto, le cose si complicano e non poco.

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Sarà vero che quando Laura e Matteo parlano del bene degli italiani davvero lo perseguono? E sarà vero che lo saprebbero perseguire? E sarà vero che la botticelliana sottosegretaria alla presidenza del consiglio Maria Elena Boschi è stata politicamente ineccepibile nella gestione dell’affaire Banca Etruria che vedeva tra i protagonisti babbo Pier Luigi?

E sarà opportuno, da parte sua, dalla sua ancora preminente posizione di governo, annunciare un’azione civile per risarcimento danni nei confronti del “dott. Ferruccio De Bortoli” per aver scritto nel suo libro Poteri forti: «Maria Elena Boschi nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit… chiese a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria», quando Ghizzoni nemmeno si sogna di smentire?

E sarà vero che la dignità di una persona politicamente in vista la si difende a botte di denunce e non dando al tempo – della cui galanteria non uno sciocco ma Voltaire in persona mai dubitò – giustappunto il tempo di rimettere a postino tutte le cose?

Insomma, omnia munda mundis. Se non hai l’abitudine al fake non è che te ne occupi tanto. E sai perché? Perché è una battaglia persa. Perché sarebbe molto più costruttivo ed utile al Paese capire che cosa tu, politico, hai in mente. Se hai in mente qualcosa.

A presto. 

Edoardo Varini

(5/12/2017)

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