Update 15/05/2017

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Gli investitori in ETP vanno a caccia di affari approfittando del crollo dei prezzi delle commodity

di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities

  • Gli ETP sul petrolio continuano a registrare afflussi, mentre i prezzi annullano tutti i guadagni seguiti all’accordo dell’OPEC
  • Le brusche flessioni dei prezzi stimolano gli acquisti dettati dalla convenienza negli ETP su argento, rame e alluminio
  • Gli ETP su obbligazioni dei mercati emergenti accusano i maggiori deflussi dal novembre 2016

Gli ETP sul greggio registrano la terza settimana consecutiva di flussi positivi a fronte di una flessione dei prezzi del 6,3%. Le quotazioni petrolifere hanno ceduto gran parte dei guadagni messi a segno da quando l’OPEC ha raggiunto un accordo per tagliare la produzione nel novembre 2016, poiché negli Stati Uniti le scorte non accennano a diminuire in linea con le tendenze stagionali e la produzione continua a espandersi. Nonostante la determinazione dell’Arabia Saudita a prorogare l’accordo di almeno altri sei mesi, il mercato resta scettico riguardo alla strategia del cartello. “Le posizioni long speculative nette nei futures sul petrolio quotati sul Nymex sono diminuite di quasi un terzo rispetto al picco del febbraio 2017. Tuttavia, gli investitori in ETP hanno percepito un’altra opportunità di acquisto, come dimostrano i 39,5 milioni di USD affluiti negli ETP long sul petrolio”, ha dichiarato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.

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Gli ETP su rame e alluminio beneficiano di solidi afflussi nonostante la brusca flessione dei prezzi. I prezzi dei metalli sono scesi allorché il mercato ha iniziato a dare quasi per certo un rialzo dei tassi da parte della Fed in giugno e sono riaffiorati timori per la crescita cinese. Il rame ha ceduto il 2,6%, mentre l’alluminio ha perso un modesto 0,5%. Gli investitori con un’esposizione ad ampi panieri di metalli industriali hanno ridotto gli investimenti di 16,9 milioni di USD (generando i maggiori deflussi dal dicembre 2016), mentre gli investitori più selettivi, concentrati sui fondamentali dei singoli metalli, hanno visto nella recente caduta dei prezzi una buona opportunità d’acquisto. Gli ETP long sul rame hanno beneficiato di afflussi per 23,0 milioni di USD, il livello di raccolta più elevato dal marzo 2017, mentre gli ETP long sull’alluminio hanno registrato investimenti per 9,4 milioni di USD, i più consistenti dal luglio 2016. “Nel 2017 e 2018 il rame continuerà probabilmente a evidenziare un deficit di offerta, un fenomeno che si protrarrà così per nove anni consecutivi. Intanto, se la Cina procedesse a implementare le restrizioni di capacità nei mesi invernali a fronte dei timori per l’impatto ambientale dell’attività di fusione, l’offerta di alluminio dovrebbe ridursi notevolmente”, ha osservato Siano.

Gli investimenti negli ETP sull’argento salgono ai massimi dal dicembre 2016. Ai 12,5 milioni di USD affluiti negli ETP long sull’argento fanno da contraltare i deflussi per 11,2 milioni di USD subiti dagli ETP sull’oro la scorsa settimana. I prezzi di entrambi i metalli sono crollati dopo la riunione della Fed, nella quale gli investitori hanno visto una conferma di un rialzo dei tassi a giugno. Tuttavia, l’argento appare
conveniente rispetto all’oro, visto che il rapporto oro/argento è salito da 68 a 75 il mese scorso, creando un’opportunità di acquisto. Inoltre, avendo l’oro quasi raggiunto la nostra stima del fair value di 1.300 USD/oncia alcune settimane fa, ci aspettiamo che le sue quotazioni diminuiscano a 1.230 USD/oncia entro fine anno. “Tuttavia, secondo le nostre stime, il valore di equilibrio dell’argento dovrebbe attestarsi a quasi 20 USD/oncia entro la fine del 2017, offrendo agli investitori un potenziale di guadagno superiore al 20% a partire dagli attuali livelli. I deficit di offerta, la crescente domanda per usi industriali e la riduzione delle scorte del mercato assicurano un potenziale di rialzo”, ha dichiarato Siano.

Gli ETP su obbligazioni dei mercati emergenti accusano deflussi per 7,1 milioni di USD. Gli investitori hanno incamerato profitti sulle loro posizioni in ETP su obbligazioni dei mercati emergenti a fronte delle pressioni esercitate dal calo dei prezzi delle commodity e dall’aumento dei rendimenti statunitensi (a causa della potenziale riduzione degli spread). “I deflussi hanno raggiunto il livello più elevato dal novembre 2016 dopo il guadagno del 6,6% messo a segno dalle obbligazioni emergenti da inizio anno”, ha rilevato Siano.

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