Macron, tanto amato dai globalizzatori, molto meno dal popolo di Francia

alt

Macron, tanto amato dai globalizzatori, molto meno dal popolo di Francia

Quarantasette milioni di francesi sono stati chiamati alle urne ieri per rinnovare i 577 seggi dell’Assemblea Nazionale. Ma il 58% di loro non si è presentato. È così fuori luogo chiedersi se la democrazia ha un senso quando più della metà del popolo non intende più dare ad alcuno il mandato di rappresentanza?

C’è chi di questo astensionismo addirittura va fiero, sostenendo che è segno di maturità della democrazia e portando a comprova gli Stati Uniti, dove alle presidenziali la percentuale dei votanti oscilla tra il 50 e il 60%.

Ma chi dice questo non tiene conto di importanti fattori: 1) per votare occorre prima iscriversi come elettore; 2) per registrarsi occorre una carta d’identità, ma negli Stati Uniti non c’è obbligo di averla, e va da sé che la maggioranza di chi non la possiede sia povero, ispanico o nero; 3) su 240 milioni di cittadini statunitensi maggiorenni, 20 milioni non hanno diritto di voto, per malattia mentale o perché ne sono stati privati da una condanna giudiziaria.

alt

Le discriminazioni, seppure non dichiaratamente, imperano ancora nella più grande democrazia del mondo, ma in Europa non è così. In Europa se non vai a votare è perché non ti fidi più di chi dovrebbe rappresentarti. Il livello culturale europeo è più elevato, ed è contestualmente inferiore – lo è stata fino ad oggi, attenzione, ma sta velocemente aumentando – l’esclusione sociale.

Il 58% di francesi che non è andato a votare nono lo ha fatto perché non si fida più dei suoi parlamentari. I sondaggi assegnavano a Macron 400 seggi: ne ha avuti 360, che sono più che sufficienti per governare (ne sarebbero bastati 289) ma in un governo drammaticamente scollegato dalle piazze.

Solo la malafede può impedire di vedere che dietro “il fenomeno Macron” ci sono i leader della globalizzazione che temono non i populisti – come piace scrivere ai giornali della sinistra – ma il popolo sovrano. È la sovranità nazionale il pericolo per chi vuole un mondo di consumatori oppressi. È la sovranità nazionale la salvezza, l’unica salvezza possibile, dei liberi cittadini.

A presto. 

Edoardo Varini

(19/06/2017)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *