Update 26/04/2018

I flussi verso gli ETP su metalli preziosi si rafforzano sulla scia delle persistenti tensioni commerciali

 

  • La corsa agli acquisti ha continuato a generare solidi afflussi negli ETP sull’oro, del valore di 16,1 milioni di USD, per effetto dalle continue tensioni commerciali e dei rischi geopolitici.
  • Gli ETP sul greggio hanno registrato rimborsi per 32,7 milioni di USD, i più elevati in cinque settimane, in seguito alle prese di profitto stimolate dal rincaro registrato del petrolio per la seconda settimana consecutiva.
  • I disinvestimenti dagli ETP sul nickel hanno raggiunto un picco su 3 settimane, poiché i prezzi sono aumentati a causa dei timori per ulteriori sanzioni statunitensi sulla Russia.

La corsa agli acquisti ha generato investimenti per 16,1 milioni di USD negli ETP sull’oro, che raccolgono così due settimane consecutive di afflussi. I prezzi dell’oro hanno subito pressioni a fronte del brusco aumento dei rendimenti obbligazionari. Il rendimento del Treasury decennale è salito al 2,96%, il livello più elevato dal gennaio 2014, in seguito alle dichiarazioni del governatore della Fed Lael Brainard, che si è detto favorevole a un graduale aumento del tasso sui Federal Fund. In aggiunta, il Libro beige della Federal Reserve ha evidenziato solide prospettive per l’economia statunitense, rilevando tuttavia timori per una potenziale guerra commerciale. Gli ETP sull’argento hanno raccolto 12,8 milioni di USD, segnando la quinta settimana consecutiva di afflussi. “I prezzi dell’argento sono stati spinti al rialzo dall’ottima performance dei metalli industriali della scorsa settimana, e hanno sovraperformato quelli dell’oro di un ampio margine del 3,5%. Il rapporto oro/argento ha raggiunto per qualche tempo quota 78, il livello più basso dall’inizio di gennaio”, ha affermato Massimo Siano, Head of Southern Europe, ETF Securities.

Gli ETP sul greggio hanno registrato rimborsi per 32,7 milioni di USD, i più elevati in cinque settimane, poiché gli investitori hanno realizzato prese di profitto. La scorsa settimana il prezzo del Brent si è attestato a 74 USD al barile, il livello più alto dal novembre 2014. Il rincaro è ascrivibile a tre fattori: il calo delle scorte di greggio statunitensi di 1 milione di barili comunicato dall’American Petroleum Institute (API), l’impegno dell’OPEC a ridurre la produzione e le persistenti tensioni geopolitiche. Secondo il Joint Technical Committee (JTC) dei paesi OPEC e non OPEC che partecipano all’accordo sui tagli, l’eccesso di offerta nel mercato è stato quasi riassorbito. È probabile che le scorte dell’OCSE scendano sotto la media a cinque anni nel prossimo trimestre. “I prezzi sono diminuiti leggermente venerdì, quando il Presidente Trump ha accusato l’OPEC di spingere artificialmente in alto i prezzi. Questa accusa giunge in un frangente molto delicato per l’Arabia Saudita. Il paese ha bisogno di un prezzo elevato del petrolio in vista dell’IPO della sua compagnia petrolifera statale, Saudi Aramco, operazione considerata un passaggio importante per avviare la ristrutturazione dell’economia saudita,” ha osservato Siano.

Gli ETP su panieri di metalli industriali hanno registrato una raccolta di 3,9 milioni di USD, in netto contrasto con i deflussi dagli ETP su rame, nickel e alluminio, pari rispettivamente a 4,6, 14,1 e 5,3 milioni di USD. “Gli ETP sul nickel hanno subito i maggiori disinvestimenti delle ultime tre settimane, cedendo 14,1 milioni di USD a causa delle prese di profitto. Giovedì i prezzi del nickel sono aumentati del 7,5%, evidenziando il maggior incremento giornaliero degli ultimi 6,5 anni e portandosi al livello più elevato dal dicembre 2014 a causa delle apprensioni per l’imposizione di ulteriori sanzioni sulla Russia da parte degli Stati Uniti”, ha osservato Siano.

Gli ETP sull’azionario europeo hanno evidenziato deflussi del valore di 5,7 milioni di USD, sulla scia della tendenza negativa della settimana precedente, in quanto gli investitori hanno realizzato plusvalenze alla vigilia della riunione della Banca centrale europea.  “Visti i dati macroeconomici contrastanti provenienti dall’Europa, gli investitori presteranno particolare attenzione a ulteriori indicazioni sul programma di acquisti di titoli della BCE,” ha sottolineato Siano.

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