Quel lunedì che invertirono i tassi

Quel lunedì che invertirono i tassi

Lunedì 7 novembre del corrente Anno Domini invertirono i tassi: il Buono Poliennale del Tesoro a 5 anni venne remunerato più di quello a 10.

Tre volte negli ultimi quarant’anni l’inversione della curva dei rendimenti anticipò la recessione economica. E la curva dei rendimenti è il più affidabile segnale anticipatore di cui la scienza economica disponga.

Perché tale inversione non è per solito foriera di Eldoradi? Perché significa che viene considerato più rischioso – e conseguentemente viene più remunerato – il domani del dopodomani, e questo non è mai un bel segno. Vuole dire che il domani fa paura.

A voi, cantori dell’autosufficienza del mercato, una domanda: «Dov’è la domanda privata che dovrebbe riattivare tutto quanto?». Se gli stati non foraggiano, il mercato implode. Una fatica di Sisifo: quando la cima è prossima, il masso ricade e il tonfo è sempre più assordante. Ora Sisifo Draghi ha sospinto su il masso: ma quanto può restare lassù se a puntellarlo è soltanto la riduzione del costo del denaro di uno 0,25? Alleggerisci l’accesso al credito per imprese e famiglie ma, in che misura? Non volgiamo al ridicolo? Un mutuo di 100.000 euro a vent’anni vedrà la riduzione della rata mensile di 13 euro. È la pacchia, ragazzi.

Ma sì, ma sì, i consumi pro capite delle famiglie italiane sono regrediti di quattordici anni ma che importa? Tanto lo sappiamo, è tutta colpa della nostra “percezione”.

A presto

Edoardo Varini

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